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SCENARIO/ Damiano (Pd): Renzi leader? Non saliremo sul carro del vincitore...

Pubblicazione:lunedì 9 settembre 2013

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

L’inconsistenza del leader carismatico non è una contraddizione in termini ma, probabilmente, una tra le più grandi sciagure del Pd, del cui orizzonte sembra non far parte l’unico tema che dovrebbero realmente contare: la crisi economica. Matteo Renzi pare accingersi a conquistare la leadership con un mezzo plebiscito, ma cosa propone per risollevare le sorti dell’Italia? Che la stragrande maggioranza degli elettori non saprebbe rispondere è evidente e questo dice tutto. All’opposizione di Renzi ci sono Giovanni Cuperlo, Pippo Civati e Giuseppe Pittella. Stessa domanda, risposta più o meno uguale. Abbiamo ragionato di tutto ciò con Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera.


Lei si è fatto un’idea delle prospettive dei quattro candidati (non ufficiali) alla segreteria?

Direi di no. Per questo, e perché non condivido una discussione che parte dalla leaderhsip, assieme a Vannino Chiti, Pietro Folena e Mimmo Lucà ho lanciato la Costituente delle idee, con iniziative a Firenze, Campobasso, Torino, Napoli e Roma. Sosteniamo l’esigenza di partire dai contenuti. Abbiamo scritto ai quattro candidati. L’unico che ancora non ci ha risposto è Renzi. Confidiamo che lo faccia a breve.

 

Che contenuti proponete?

Pensiamo che vada condotta a termine la fase di costruzione del Pd, che finora ha avuto un cammino, fragile, incerto e contradditorio. Non ha dato risposta alle attese che aveva suscitato al momento della sua nascita. Crediamo ancora che l’ispirazione del socialismo democratico europeo vada mescolata al cattolicesimo sociale, al pensiero liberale e a quello ecologista. Promuoviamo, inoltre, l’Europa politica, non quella della moneta, la centralità dell’impresa, dello stato sociale europeo, del lavoro e del superamento della sua precarizzazione. Vogliamo correggere la riforma Fornero, e ribadire la centralità della persona umana e della difesa dei più deboli. Infine, riteniamo che la Costituzione vada riformata, ma non di certo andando nella direzione del presidenzialismo. 

 

Cosa accadrà se i candidati non chiariranno nel dettaglio il proprio programma?

Resteremo un partito che chiama i militanti a montare dei gazebo e a mettere una crocetta. In passato siamo stati anche questo. Ora è il tempo di fare qualcosa di diverso.

 

Anche se non del tutto esplicitati, per lo meno gli orientamenti dei candidati sono noti.

Sicuramente. Vorrei, tuttavia, basarmi su dati di maggiore concretezza. Ora, se consideriamo il passato, e se parliamo di Renzi, il suo programma ai tempi della contesa con Bersani mi fece scegliere quest’ultimo. Il programma del sindaco di Firenze, infatti, era fortemente in contraddizione con le mie opinioni. Per dirne una, sui temi del lavoro scelse Ichino. Il quale non fa più parte del nostro partito. Direi che non fu una scelta avveduta. Se per caso ha rielaborato le sue proposte, sono pronto a fare altre valutazioni. Quel che è  certo, è che non salteremo sul carro del presunto vincitore.

 

Qualcuno lo ha fatto.


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