BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DISCORSO NAPOLITANO/ L'ultimo avvertimento alla politica

Pubblicazione:mercoledì 1 gennaio 2014

Giorgio Napolitano (Foto: Infophoto) Giorgio Napolitano (Foto: Infophoto)

Nella costruzione del suo messaggio di fine anno, il Presidente della Repubblica era partito da una attenzione particolare al disagio sociale, parlando di un 2013 “tra i più pesanti”. Era partito dalle lettere che quotidianamente riceve al Quirinale da semplici cittadini. In questo modo, nel messaggio presidenziale sono entrati nomi comuni come quello del marchigiano Vincenzo, della comasca Daniela, di Franco di Vigevano, di due giovani donne come Serena e Veronica. Sottolineando la loro situazione all'inizio del suo discorso, Napolitano ha con tutta probabilità voluto mettere a confronto questo stato di malessere diffuso con le ormai croniche inadempienze della politica, con la continua “rissa” tra le forze parlamentari, con chi non opera scelte per intervenire nella questione sociale in cui è immersa l'Italia.
In questo senso, il monito di Napolitano è certamente di sfida verso chi usa i toni di disgregazione e di “tendenze distruttive”, ma allo stesso tempo il Presidente sollecita severamente e con una certa durezza, una nuova volta e per l'ennesima volta, anche i partiti, tutti i partiti e le forze politiche, anche quelle di governo, a muoversi verso l'indispensabilità di riforme, di scelte politiche decisive per far ripartire l'Italia. Il messaggio diventa quindi un monito a tutti.
E' difficile immaginare che peso reale possa avere questo discorso di fine d'anno sugli italiani, tanto disillusi. E quale peso concreto possa esercitare sulle forze politiche. Ad alcuni, il vecchio leader che faceva parte del “miglioristi” del Pci, è apparso come un uomo solo. Ma il giudizio è forse affrettato.
In questo momento, si potrebbe anche fare un esercizio di realismo. Bisognerebbe chiudere gli occhi e immaginare un Paese senza questo vecchio Presidente della Repubblica che parla il linguaggio della politica in modo classico. Lo spettacolo che si presenterebbe a chi volesse immaginare un simile scenario sarebbe probabilmente fatale per l'Italia. Di fatto, riordinando le sue analisi e i suoi pensieri, offrendo suggerimenti e sottolineando la necessità di riforme, oggi, lo si voglia o no, il Presidente Napolitano rappresenta ancora l'ultima istituzione che regge e può garantire un caposaldo per la democrazia italiana.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.