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Politica

IL CASO/ Telese: Renzi contro Letta? Sembrano Andreotti e De Mita...

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

La gente si è stancata delle alchimie: il problema sono i contenuti. Faccio un esempio: la lunga diatriba tra Veltroni e D’Alema, che è stata la chiave della politica a sinistra per vent’anni, avveniva comunque sulla base di due opzioni politiche molto diverse. Certo, era anche uno scontro personale, ma non solo. Uno kennedyano e mai stato comunista, l’altro a togliattiano e post-comunista.

 

E adesso?

Adesso uno si chiede: qual è la differenza tra Letta e Renzi? Su che cosa si dividono? Sul diritto di cittadinanza e sui diritti civili? No…Letta è visto come il premier della larghe intese, ma se domani al governo ci fosse Renzi al sarebbe altrettanto “largointesista”. Tanto è vero che nel libro “Giorni Bugiardi” di Chiara Geloni  viene ricordata una lunga intervista di Renzi in cui diceva che in caso di vittoria (al tempo delle allora Primarie del 2012, ndr) avrebbe lasciato a Monti il controllo del governo.

 

Letta o Renzi, poco cambia quindi?

Finora, ripeto, tutta questa differenza non si è vista molto. È vero che Renzi ha provato a creare un’alleanza da Bonanni a Landini sul Jobs Act, però è anche vero che quando quei punti generici diverranno proposte concrete, questa magica alleanza – che non può stare insieme – si sgretolerà. Il problema, in sostanza, è che mancano grandi battaglie ideali, manca un afflato. D’Alema prometteva alla base post-comunista che l’avrebbe portata al potere; Veltroni diceva: “Io vi faccio sognare” e Bersani annunciava di smacchiare il giaguaro. Ecco, non ho capito cosa offrono Renzi e Letta…

 

E per recuperare, invece, quella parte di elettori delusi confluita nel Movimento 5 Stelle su quali proposte deve insistere il Pd per riconquistarne la fiducia?

Dovrebbe, parafrasando Nanni Moretti, dire qualcosa di sinistra (nel senso moderno del termine). Dovrebbe, concretamente, fare delle cose. È dimostrato che alle Primarie elettori del M5S abbiano votato Renzi, ma ora che è diventato leader della maggioranza, non può continuare a fare quello che ha fatto finora. all’opposizione. 

 

Cosa dovrebbe fare il segretario “dem”?

L’unico modo in cui Renzi può allargare il proprio pubblico consenso è far cadere l’esecutivo. Deve scegliere: se lo fa cadere diventerebbe l’emblema dell’antipotere, quello che ha messo fine alla stagnazione, ma se  non lo fa, e lo logora, dà vita all’ennesima diatriba democristiana che ci ha rotto le scatole. Ecco: se Renzi-Letta diventa il remake della lotta De Mita-Andreotti gli elettori di sinistra fuggiranno a gambe levate.

 

Domanda da un milione di dollari. Ma il Pd riuscirà ad essere il partito accentratore della sinistra italiana raccogliendo le istante, appunto, della sinistra “pura”?


COMMENTI
11/01/2014 - il miracolo (luisella martin)

Condivido in pieno l'opinione di Luca Telese e mi piace molto anche come si conclude l'articolo "potrebbe pure fare un miracolo...". Telese é una persona intelligente e, come tale, sa di non essere l'unica. Perché i politici di vecchia scuola si sono comportati e si stanno comportando in modo così sciocco? Credono davvero che le chiacchiere di cui siamo imbottiti dalla TV, ci impediscano di capire i loro gioco? Personalmente credo che l'intelligenza sia un dono che aumenta o diminuisce a seconda della passione che mettiamo nel nostro lavoro; come fa Telese quando dice quello che pensa, senza tener conto dell'audience, forse anche Renzi può anteporre la propria intelligenza alle logiche dei sondaggi e della statistica. Speriamo.

 
11/01/2014 - Scommettiamo? (Luigi PATRINI)

Scommettiamo che entro l'autunno il PD di Renzi implode e si frammenta?