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RENZI-NAPOLITANO/ Incontro di un'ora al Quirinale. Il segretario Pd: rimpasto? Roba da prima repubblica

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MATTEO RENZI A COLLOQUIO CON NAPOLITANO AL QUIRINALE E' durato poco più di un'ora l'incontro a sorpresa tra Matteo Renzi e il presidente Giorgio Napolitano avvenuto questo pomeriggio al Quirinale. Una volta lasciato il Colle, il segretario del Pd è rientrato alla sede in largo del Nazareno dove stasera incontrerà alle 20.30 i presidenti e capigruppo del Pd nelle commissioni parlamentari. Secondo quanto fatto sapere dall’ufficio stampa della presidenza della Repubblica, quello tra il sindaco di Firenze e il Capo dello Stato è stato uno "scambio di idee su prospettive, confronto e iter per la riforma della legge elettorale e per le riforme istituzionali, in attesa della sentenza della Consulta sulla legge elettorale". Renzi ha commentato poi su Twitter le voci su un imminente rimpasto: "Parlare di rimpasto è roba da prima repubblica, che noia. Vi prego: parliamo di cose concrete".

MATTEO RENZI A COLLOQUIO CON NAPOLITANO AL QUIRINALE Il segretario del Pd Matteo Renzi, secondo quanto riferito da fonti parlamentari, si è recato al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E' stato inoltre reso noto che il sindaco di Firenze ha convocato alle 20.30 di oggi a Largo del Nazareno i presidenti e capigruppo del Pd nelle commissioni parlamentari per fare il punto sulla legge elettorale. Il premier Enrico Letta ha parlato intanto dal Messico, dove si trova in visita per discutere dei rapporti politici ed economici, con particolare attenzione all'energia: “Il 2014 è per noi un anno fondamentale, il primo anno che non si apre con un'emergenza finanziaria e si parla di opportunità di riforme e crescita. Dobbiamo e possiamo superare i ritardi del passato", ha detto il capo del governo in un'intervista alla tv messicana Televisa. Secondo Letta, “la nuova sfida della democrazia non è solo la rappresentanza ma anche dare risultati efficaci secondo le esigenze di oggi. La crisi - ha proseguito - obbligherà noi europei ed italiani a mettere in campo strumenti efficaci, lasciandoci alle spalle stanchezze del passato. In Europa finirà la legislatura dell'austerità e comincerà quella della crescita. L'Italia deve fare la sua parte e ci sono le condizioni per cui il rinnovato impegno italiano sul lavoro e sulla crescita può aiutare l'Europa a ripartire". Il presidente del Consiglio ha concluso dicendo che “la crisi economica e finanziaria ha creato grandi danni in Europa e molti hanno avuto la tentazione di superarla con risposte protezionistiche ma questo provoca un avvitamento della crisi". Anche per questo motivo si dimostrano ancora una volta importanti i rapporti bilaterali, tanto più che con il presidente messicano Enrique Pena Nieto "c'è un'intesa molto forte e l'Italia si impegna ad aggiornare l'accordo tra Europa e Messico".



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