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LA STAMPA & CORRIERE/ La fusione salta, ecco perché

Pubblicazione:lunedì 13 gennaio 2014

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Di tutto questo gran vociare, al momento è rimasto solo un brusio, che fa pensare a quella che abbiamo chiamato “guerra di posizione” e che ha diversi protagonisti. Tra i due giornali esistono delle sinergie, ma di carattere limitato, come la raccolta di pubblicità per esempio. Ma la vera e propria fusione sembra diventata, o forse lo è sempre stata, un’autentica chimera. C’è chi dice che sia stata osteggiata, addirittura stoppata, soprattutto da Milano. Ma forse questa è un’altra voce depistante. C’è ad esempio un finanziere, che vuole restare anonimo, che commenta: “Non è che unendo due debolezze si può ottenere una nuova ‘corazzata’. E nello stesso tempo, ci si è mai chiesti quanto costerebbe una fusione di questo tipo? Non mi sembra proprio il momento di operazioni del genere”.

Resta quindi sulle sue posizioni John Elkann, con il suo consistente “pacchetto” di azioni, pronto magari a vendere in cambio di una buona plusvalenza. Resta fermo anche Diego Della Valle, guardando all’evolversi della situazione. E al momento resta fermo anche il nuovo amministratore delegato di Rcs, Pietro Scott Jovane, che invece avrebbe una voglia matta di muoversi. Jovane ha un ottimo rapporto con Rupert Murdoch e probabilmente è rimasto bloccato dalla recente legge approvata che vieta a un gruppo televisivo di possedere un giornale.

La vecchia pista che portava a Murdoch, a un suo interessamento per il Corriere, è forse ancora l’unica credibile nel “mare magnum” delle voci. L’ostacolo è ovviamente la legge, ma anche i “nemici” di una simile operazione, come ad esempio l’ingegner Carlo De Benedetti, patron del “Gruppo Repubblica”, che si vedrebbe nascere un concorrente agguerrito e totalmente rinnovato, con alle spalle un supporto televisivo di massima grandezza.

È in questo scenario di difesa delle proprie posizioni di potere, di impossibilità di investimenti e di normative legislative, che si consuma la “guerra di posizione” de Il Corriere della Sera. Impossibile al momento pensare che ci sia una via d’uscita a breve termine. Come si diceva, quello che accade all’interno di via Solferino sembra la fotografia di quello che sta accadendo nel Paese.



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