BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Nardella (Pd): Alfano, ok il modello dei sindaci se a larga maggioranza

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Sul modello del doppio turno dei sindaci preferito da Alfano ci sono due questioni aperte. La prima è che introdurre un sindaco d’Italia comporta anche riforme costituzionali. L’elezione diretta del sindaco è il perno del modello dei Comuni, ma qualora lo si volesse estendere a livello nazionale comporterebbe l’elezione diretta del Capo dello Stato. Su questo però non c’è affatto una posizione unanime, e comunque non si è neanche aperto il dibattito. Inoltre sul doppio turno dei sindaci finora c’è soltanto il consenso della maggioranza di governo. Noi da sinistra abbiamo sempre criticato il Porcellum perché fu voluto da Berlusconi e votato dalla sola maggioranza di governo di centrodestra come una prova muscolare. Sarebbe incoerente se ripetessimo esattamente lo stesso copione approvando una legge elettorale con i soli voti della maggioranza di governo.

 

Qual è la scadenza di Renzi per la presentazione della nuova legge elettorale?

Il Pd ha ottenuto una data, il 27 gennaio, entro cui si dovrà terminare l’iter in commissione e si arriverà in aula per la discussione e il voto della modifica. E’ un risultato rilevante perché, se vi è la volontà, consente di approvare la modifica della legge elettorale alla Camera già entro le prime settimane di febbraio.

 

Un rimpasto allungherebbe la vita al governo?

Noi non abbiamo utilizzato e non utilizzeremo mai la parola rimpasto, che richiama vecchi riti da Prima Repubblica. Dopo aver vinto le primarie, l’obiettivo del Pd, come ha detto Renzi, non è quello di portarsi a casa qualche ministro, ma è quello di imprimere una svolta all’azione del governo. La cosa che più ci sta a cuore è che l’agenda del governo sia attuata e rafforzata il prima possibile, a cominciare dalle misure per il lavoro e dal rilancio dell’economia. Se Letta riterrà di dover rafforzare il governo cambiandone alcuni esponenti, giustamente deve essere una sua valutazione.

 

Letta sta rispondendo del suo operato alla direzione del Pd o è un battitore libero?

Ho sempre apprezzato l’equilibrio e la correttezza del presidente del Consiglio, Letta. Appena vi sarà occasione darà conto dell’attività del governo al Partito Democratico. Lo ha fatto in passato e a maggior ragione lo farà ora. Abbiamo un partito con un vertice e una direzione democraticamente legittimati, grazie alla partecipazione straordinaria di 3 milioni di elettori alle Primarie dell’8 dicembre e alle migliaia di voti in occasione del precedente voto per gli organi dirigenti.

 

Perché Renzi ha detto che Letta non si fida di lui?

Renzi ha parlato delle impressioni avute a seguito dell’ultimo incontro, del quale però non conosco i contenuti. Interpreto questa dichiarazione di Renzi come il desiderio di rafforzare la collaborazione del presidente del Consiglio, basandola su un rapporto di fiducia senza cui è difficile creare una sintonia tra governo e Partito Democratico. Leggo le parole del segretario come un auspicio e non come una sterile critica.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
13/01/2014 - Ingenuamente. (luciano dario lupano)

Per cortesia c'è qualcuno tra quelli che "sanno tutto" e sparano chiacchere a dx e a manca che spieghi al popolo bue come mai non si riesca a cambiare la Legge Elettorale? Sentitamente ringrazio!