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Politica

SCENARIO/ Gentili: il Mattarellum metterà d'accordo Renzi, Grillo e Berlusconi

Per GUIDO GENTILI, Berlusconi sta cercando di ricucire il centrodestra in frantumi, e il Mattarellum basandosi sull’uninominale e dunque sulla necessità di alleanze ampie potrebbe aiutarlo

Silvio Berlusconi (Infophoto)Silvio Berlusconi (Infophoto)

“Un’intesa tra Berlusconi, Renzi e Letta sul Mattarellum potrebbe essere il terreno su cui trovare un’intesa fatta di grandi numeri”. Lo afferma Guido Gentili, editorialista ed ex direttore del Sole 24 Ore, secondo cui “Berlusconi sta lavorando a un’operazione politica simile a quando ha ricomposto i cocci dopo lo strappo tra la figlia Barbara e Galliani. Il Cavaliere sta cercando di ricucire il centrodestra in frantumi, e il Mattarellum basandosi sull’uninominale e dunque sulla necessità di alleanze ampie potrebbe aiutare Berlusconi in questa operazione”.

Dopo le motivazioni della Consulta, come andrà a finire sulla legge elettorale?

Il giudizio della Corte costituzionale è un’ancora con la quale tutti dovranno fare i conti indipendentemente dalle liti interne e tra i partiti, la partita è e rimane nelle mani di Renzi. E’ lui che ha spinto su questo terreno, è lui che ha rotto lo stallo su questa partita. Se è vero ciò che si immaginava fino a pochi giorni fa, e cioè che Renzi fosse comunque interessato ad approvare la legge elettorale per avere la possibilità di andare al voto, su questo terreno il segretario del Pd insisterà sicuramente.

Alla fine su quale modello elettorale cadrà la scelta?

A contare è la scelta politica, non il merito tecnico. Si cercherà di fare una legge che assicuri la governabilità, in un quadro che continui a garantire il principio del bipolarismo e dell’alternanza di governo. I modelli possono essere tanti, l’uno può essere mixato con l’altro e può poi diventare una questione molto tecnica. Non escludo un ritorno al Mattarellum, che è un terreno su cui potrebbero convergere almeno in tre, e cioè Berlusconi, Renzi e Grillo. Potrebbe anche essere un terreno su cui trovare un’intesa fatta di grandi numeri.

Il rimpasto si farà e quanto sarà incisivo?

L’ipotesi del rimpasto è stata scartata con grande determinazione da Letta, il quale ha tenuto a precisare che non c’era lo spazio per nessun rimpasto. La situazione è poi cambiata, e la pressione di Renzi si è fatta più forte. Resta il fatto che il sindaco di Firenze non è evidentemente interessato al rimpasto ma a un’azione di governo che sia la più rapida e incisiva. Non a caso ieri sera il segretario del Pd ha scritto su Twitter: “Parlare di rimpasto è roba da Prima Repubblica. Che noia, vi prego parliamo di cose concrete”.

Berlusconi nel frattempo corre il rischio che gli sfugga di mano il partito?