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SENTENZA PORCELLUM/ Scacco alla politica, da oggi decidono i giudici

Pubblicazione:martedì 14 gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento:martedì 14 gennaio 2014, 14.06

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Nella tarda serata di ieri è arrivata l'attesa sentenza della Corte costituzionale con cui il giudice delle leggi ha motivato la bocciatura del Porcellum decisa il 4 dicembre scorso. 26 pagine che possono cambiare, e molto velocemente, il futuro della politica italiana. Resta in vigore un proporzionale puro, un eventuale premio di maggioranza non può essere distorsivo, niente liste bloccate a meno che non siano corte, tali cioè da non alterare la conoscibililtà, e dunque il rapporto di rappresentanza, tra elettori ed eletti. "La Corte ammette manipolazioni del sistema proporzionale purché non siano eccessive" commenta Alessandro Mangia, docente di diritto costituzionale nell'Università Cattolica di Piacenza. "Bisognerà capire che cosa voglia dire, di volta in volta, manipolazione eccessiva". E qui, spiega il costituzionalista, potrebbero aprirsi scenari imprevisti.

Qual è la sua prima impressione, professore?
La prima osservazione è che la decisione della Corte ci restituisce, per fortuna, una disciplina autoapplicativa. E si è chiuso un periodo anomalo nella storia della Repubblica.

Vale a dire?
Dopo questa sentenza non siamo senza legge elettorale come, di fatto, siamo stati dal 4 dicembre. Non era un dato di fatto scontato prima della pubblicazione della sentenza

Dunque la sentenza contiene una legge elettorale. Fatta come?
Così come ce la si aspettava: sostanzialmente un proporzionale con soglia di sbarramento, e niente di più. È stato annullato il premio di maggioranza perché ritenuto eccessivamente distorsivo rispetto all'effettiva distribuzione del voto all'interno del corpo elettorale. Ricorda? C'era un problema di uguaglianza del voto: non è ammissibile che certi voti pesino di più di altri.

A cosa si riferisce esattamente?
A un problema che non è solo della legislazione elettorale italiana. È interessante notare come la nostra Corte, nell'operare un sindacato sul premio di maggioranza, si sia preoccupata di citare precedenti della Corte costituzionale tedesca degli ultimi anni, proprio perché in Germania c'è stato un problema simile sui mandati in sovrarappresentazione. La Corte di Karlsruhe è intervenuta nel 2010 e il legislatore si è adeguato.

Veniamo alla parte relativa alle preferenze.
È quella più problematica, perché in realtà la Corte non ha imposto il voto di preferenza tout court. Si è limitata a interpretare la prescrizione costituzionale per cui il voto deve essere "diretto" nel senso che tra eletti ed elettori ci deve essere comunque una qualche rapporto rappresentativo. I candidati devono essere conoscibili da chi li vota. Il che vuol dire che gli elettori devono avere la possibilità di scegliere i candidati. Questo, evidentemente, non avviene nel momento in cui ci si trova di fronte a liste bloccate, predisposte dai partiti. Ammettere che i partiti possano predisporre liste da votare o rifiutare in blocco, selezionando l'ordine di presentazione dei candidati, significa lasciare che i partiti si sostituiscano ai cittadini. 

E quando leggiamo che i candidati non possono essere numerosi?


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