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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Formigoni: l'accordo? Ma va, Renzi mente, vuole le elezioni

Secondo ROBERTO FORMIGONI (Ncd) dietro le mosse del segretario Pd sulla legge elettorale si cela l'intento di andare alle elezioni. Lo stallo attuale, per l'ex governatore, è voluto

Roberto Formigoni (Infophoto)Roberto Formigoni (Infophoto)

La legge elettorale è la priorità. Matteo Renzi, dopo le parole di ieri, non certo tenere, rivolte al Nuovo centro destra, strano alleato di governo del Pd, ha incontrato in gran segreto in un hotel romano Angelino Alfano per discutere, ovviamente, di legge elettorale. Poi ha pranzato con Nichi Vendola. Ma nella giornata di ieri il segretario Pd aveva già incontrato Denis Verdini, uomo fidato di Berlusconi. E pare che sia fissato a questo venerdì un incontro con il Cavaliere, cosa che ha fatto storcere il naso all’ala bersaniana del partito. Ma come ha twittato quest’oggi lo stesso leader dei democratici “le regole si scrivono tutti insieme, se possibile. Farle a colpi di maggioranza è uno stile che abbiamo sempre contestato”. Il freno a mano è ancora tirato e la faccenda, ad oggi, non sembra sbloccarsi. Per cercare di capire, dunque, a che punto siamo nel complesso intreccio delle trattative, abbiamo contattato Roberto Formigoni, senatore di Ncd.

Senatore, continua lo stallo. Renzi si è visto con Verdini e dopo le tensioni degli ultimi giorni con Ncd, ha incontrato nella mattinata di ieri Angelino Alfano. Cosa si sono detti?

Il contenuto dell’incontro lasciamolo dire ai protagonisti. Preferisco mantenere la discrezione. Dico però che lo stallo nel quale ci troviamo va attribuito interamente a Renzi, che sta tenendo un comportamento incomprensibile. Credo che neanche i suoi più scatenati sostenitori capiscano esattamente cosa ha in testa…

Ha messo sul piatto tre proposte.

Su una – il cosiddetto sindaco d’Italia – ha il supporto unanime degli alleati e ha un consenso fortissimo nella fila dei parlamentari del Pd. Anzi, dirò di più: è l’unico modello che riprende la proposta di sempre del Pd, ovvero quella del doppio turno di coalizione. Quindi, volendo, l’accordo lo si può fare in cinque-dieci minuti perché noi di Ncd siamo d’accordo e Scelta Civica idem…

Se si può fare in cinque minuti, perché non si chiude?

Ripeto, è Renzi che schiaccia il freno e temporeggia. Il suo è un iper-tatticismo: a parole combatte i giochini e i rituali della prima Repubblica, ma in quello che sta facendo non ci vedo niente di diverso. Vuole forse le elezioni?

Il modello del sindaco d’Italia, quindi, va bene. Perché?

Noi riteniamo – e lo dimostriamo – che questo modello è la migliore legge elettorale vista la situazione politica italiana.

In quanto?

Essendoci il ballottaggio al secondo turno tra la prima e la seconda coalizione, determina una vittoria chiara: chi prende un voto in più al secondo turno vince. È, poi, un modello maggioritario, e le alleanze si fanno prima: o stai in una coalizione o stai nell’altra (cosa che deve essere ben chiara agli elettori prima del voto). Inoltre al primo turno riconsegna finalmente ai cittadini la possibilità di scegliere, con il voto di preferenza, il loro deputato e il loro senatore.

Mentre sistema spagnolo e Mattarellum non vanno altrettanto bene?