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LEGGE ELETTORALE/ Quagliariello: prima vediamo se c'è ancora il Governo

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Enrico Letta (Infophoto)  Enrico Letta (Infophoto)

Se ci sarà ben venga. Ma noi pensiamo che occorra partire da uno schema preciso sul quale discutere con tutti.

 

La corda è sempre più tesa: la tenuta del governo è a rischio?

Il governo rischia se il suo unico destino è quello di sopravvivere. Noi siamo in una situazione nella quale l’esecutivo ha fortemente rallentato in attesa di un accordo complessivo necessario. E mi spiego.

 

Prego, ministro.

È cambiata la situazione politica. Quando questo governo è nato era sostenuto da un partito che poi è passato all’opposizione e alla guida del Pd non c’era Matteo Renzi. Verifichiamo prima se c’è ancora una maggioranza che voglia far fare a questo governo le cose importanti.

 

Che sarebbero?

Brevemente: lavoro, tasse e riforme. Se questa volontà non c’è, il Pd non può continuare ad essere partito di lotta e di governo. Renzi non si può comportare – e lo sa benissimo – come quando era una corrente del Pd. Ora è segretario e deve parlare chiaramente: governo sì o governo no. Ripeto, se non ci fosse realmente questa volontà, non è che il governo deve esistere a tutti i costi.

 

La scadenza per presentare la legge elettorale era stata fissata al 27 di gennaio. Il suo collega e compagno di partito Formigoni ha detto che per voi va bene anche il 20…

Certo. Noi abbiamo detto – e con chiarezza – da tanto tempo cosa pensiamo: non ci spostiamo. Per noi l’accordo si può chiudere anche oggi.

 

Mentre il caso De Girolamo che conseguenza può avere?

Innanzitutto c’è una cosa da dire. Su questa vicenda tutta la politica dovrebbe condannare questa incredibile invasione della privacy, perché non si può entrare in casa di qualcuno e registrare indebitamente. Altrimenti i politici non hanno più una sfera di vita privata garantita e si tornerebbe nei regimi totalitari. Allora: c’è un’interpellanza in Parlamento e il ministro deve rispondere – non sta scappando –, e si deve difendere.  Su quello che dirà andranno dati i giudizi.

 

Rimpasto in vista?

Può esserci, ma il problema non è questo. Il problema vero è capire se c’è un governo.

 

(Fabio Franchini)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
17/01/2014 - Ok, ma ...corretto! (Luigi PATRINI)

Caro Crippa, ci sto, ma il caffè sia almeno ...corretto! Purché non ci accusino di alcolismo o di ...ludopatia!

 
17/01/2014 - Raccolgo la scommessa (Giuseppe Crippa)

Caro Patrini, raccolgo volentieri io la scommessa. Secondo me nessuno dei tre partiti da Lei menzionati si scomporrà prima del 2014. Rimetto in palio il caffè che mi deve il signor Perna, altro affezionato lettore, per una scommessa di argomento simile (per la verità più economico che politico) che ho vinto con lui tempo fa. Ovviamente le contraddizioni interne a questi partiti sono evidentissime, ma il collante dell’appartenenza alla casta è a mio avviso ben più forte, purtroppo.

 
17/01/2014 - Insisto con la scommessa (Luigi PATRINI)

Avevo proposto una scommessa: entro l'autunno sia FI, sia PD, sia NCD si dissolveranno per le contraddizioni interne che si stanno sviluppando. Riconfermo la scommessa: nessuno che la raccolga? Però ero convinto che il PD sarebbe imploso per ultimo, mentre invece sembra che sarà il primo!