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LEGGE ELETTORALE/ Quagliariello: prima vediamo se c'è ancora il Governo

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Enrico Letta (Infophoto)  Enrico Letta (Infophoto)

La legge elettorale è la priorità di Matteo Renzi, oltre ad essere tra i punti principali dell’agenda di governo. Continua la girandola di incontri per il segretario del Partito democratico che ha incontrato Verdini (oggi forse si vedrà con Berlusconi), Vendola e Alfano, dopo avergli lanciato nuove bordate. Le tre proposte sul tavolo sono state bocciate in toto dal Movimento 5 Stelle per bocca del guru Casaleggio. L’esecutivo rischia di impantanarsi e di cadere sulla formulazione della nuova legge elettorale. Insomma, a che punto siamo? Lo abbiamo chiesto a Gaetano Quagliariello, esponente del Nuovo centro destra e ministro per le Riforme costituzionali.

 

Legge elettorale: la situazione non si sblocca. Renzi dialoga con Forza Italia e vi lancia frecciatine…

Il punto non sono certo le frecciatine, in politica si prendono e si lanciano. La questione vera è quella di trovare una soluzione a questo spinoso problema. Noi abbiamo una posizione assolutamente lineare: non abbiamo avanzato una nostra proposta, ma abbiamo anzi detto sì a una proposta di Renzi.

 

Il sindaco d’Italia.

Esattamente. E abbiamo spiegato in lungo e in largo perché le altre due (Mattarellum modificato e modello spagnolo, ndr)  sono difficilmente attuabili in quanto non darebbero il risultato di un vincitore e di uno sconfitto se non al costo di una forzatura che le renderebbe incostituzionali come il Porcellum.

 

Dunque come si stanno evolvendo i rapporti con Renzi? L'altro ieri si è incontrato con Alfano…

Noi ci siamo espressi e ribadiamo la nostra posizione. Aspettiamo che Renzi finisca il suo giro di consultazioni per prendere una decisione.

 

E se Renzi cercherà invece un’intesa al di fuori della maggioranza? Cosa può succedere?

Noi, innanzitutto, non abbiamo messo alcun diritto di veto e non abbiamo detto che siamo in disaccordo sulla necessità di trovare un accordo più ampio. Se ci sono delle obiezioni che vengono dalle altre forze bisogna prenderle in considerazione. Ma se lui vorrà puntare a fare un accordo solo fuori dalla maggioranza ha il diritto di farlo, ma non ci sembra che rientri nella fisiologia della politica, soprattutto perché noi non ci siamo messi di traverso.

 

Temete un asse Renzi-Berlusconi?

Noi non abbiamo paura di nulla perché siamo convinti che, alla lunga, la linearità in politica paghi i suoi dividendi.

 

Non c’è però il rischio di rimanere bloccati e di tornare al voto con questo proporzionale?

Si, c’è. Ma chi lo spiega poi agli italiani?

 

Non può spuntare fuori una quarta opzione che metta d’accordo tutti, o quasi?



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COMMENTI
17/01/2014 - Ok, ma ...corretto! (Luigi PATRINI)

Caro Crippa, ci sto, ma il caffè sia almeno ...corretto! Purché non ci accusino di alcolismo o di ...ludopatia!

 
17/01/2014 - Raccolgo la scommessa (Giuseppe Crippa)

Caro Patrini, raccolgo volentieri io la scommessa. Secondo me nessuno dei tre partiti da Lei menzionati si scomporrà prima del 2014. Rimetto in palio il caffè che mi deve il signor Perna, altro affezionato lettore, per una scommessa di argomento simile (per la verità più economico che politico) che ho vinto con lui tempo fa. Ovviamente le contraddizioni interne a questi partiti sono evidentissime, ma il collante dell’appartenenza alla casta è a mio avviso ben più forte, purtroppo.

 
17/01/2014 - Insisto con la scommessa (Luigi PATRINI)

Avevo proposto una scommessa: entro l'autunno sia FI, sia PD, sia NCD si dissolveranno per le contraddizioni interne che si stanno sviluppando. Riconfermo la scommessa: nessuno che la raccolga? Però ero convinto che il PD sarebbe imploso per ultimo, mentre invece sembra che sarà il primo!