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Politica

SPILLO/ 1. Il mondo (giusto) come lo vede Renzi

"I detrattori dicono che Renzi vuole venderci la luna, e non si accorgono che è vero l’opposto. La ragione per cui vincerà non sta nelle sue promesse, ma nella sua durezza". LUCA DONINELLI

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

L’irresistibile (così sembrerebbe) ascesa di Matteo Renzi è stata sempre accompagnata dal coro dissonante - ormai parte integrante del stesso suo appeal, come una specie di colonna sonora - dei detrattori. Che ne sarebbe di Matteo senza le voci e i giudizi che lo accompagnano come tante mamme al parco? Privo di contenuti, demagogico, velleitario, egocentrico, incapace di affrontare i veri problemi del paese, e così via. Nel frattempo, Matteo Renzi va avanti e di quando in quando, mi si perdoni l’espressione brutale, asfalta qualche avversario.

L’ultima uscita, sempre che non me ne sia persa qualche altra (il ragazzo corre, non dimentichiamolo), riguarda il problema del lavoro. Non fatemi dire job acts, che mi rimanda a memorie liguri (quanti Giò Batta riposano nei cimiteri di Genova, di Monterosso!). Anche qui, i detrattori cantano e suonano. Le proposte di Renzi in tema di lavoro sono, così dicono, inadeguate. Riduzione del numero di contratti. Aiuto alle imprese. Riforma della burocrazia. Riforma del Sindacato. Aggiungiamo le pensioni, la scuola…

C’è chi ride perché sa già che non verrà fatto nulla di tutto questo. E dipinge Matteo come uno dei tanti venditori di Colossei e di Fontane di Trevi che infestavano i film e l’avanspettacolo del Dopoguerra. Io invece non rido perché mi sembra di capire quello che c’è di serio nella testa di Matteo Renzi; mi sembra di scorgere il mondo come lui lo vede, e mi sembra anche che corrisponda abbastanza bene al mondo reale. Il mondo come lo vede Matteo Renzi - il mondo futuro, intendo, ma a breve, molto a breve - è un mondo più insicuro, dove tutto sarà più incerto e dove la garanzia del lavoro starà più nel coraggio e nell’ingegno degli individui che nelle tutele sindacali. Matteo non nega apertamente l’Art. 18, ma sa una cosa che per troppo tempo abbiamo finto di non sapere, forse in Europa ma sicuramente in Italia. Mi spiego. Noi viviamo in un mondo in cui tutto quello che c’è - città, infrastrutture, servizi, contratti, normative e chi più ne ha più ne metta - è stato concepito per un pianeta di due miliardi di individui.

Stazioni ferroviarie, Palazzi di Giustizia, Municipi, ma anche garanzie sindacali, sistemi pensionistici e probabilmente anche le teorie economiche sono gli stessi di quarant’anni fa. In quarant’anni il pensiero non ha fatto grandi passi avanti: solo qualche aggiustamento. Come le città nel sud del mondo, che sui vecchi atlanti geografici sono accreditate di un milione di abitanti mentre oggi ne contano venti. E il mondo conta non due, ma sette miliardi di individui.


COMMENTI
18/01/2014 - Interessante! (alcide gazzoli)

Condivido tutto dell'articolo di Doninelli. Anzi, la realtà è ancora più drammatica di quanto ci siamo resi conto: chissà chi si comprerà l'Italia e per chi lavoreremo ( se lavoreremo...) noi e i ns figli nei prossimi anni. A tanto siamo scivolati Renzi - indubbiamente leader politico di spessore - tenta un'impresa quasi impossibile. Ce la fara? E' risaputo che in politica - come insegna Machiavelli - serve anche la fortuna, e quindi vedremo...Per ora bisogna dargli atto che ha preso il pallino in mano e lo sta giocando alla grande! Il vero pericolo- il più pericoloso - è confidare nella convinzione ANCHE RENZIANA, che sarà la politica a salvare questo paese, a ridargli dignità e speranza. Non c'è oggi un popolo in grado di sostenere la sfida che da sola la politica non può portare. Arrivederci fra qualche decennio, forse.

 
17/01/2014 - Renzi come lo vedo io: ingiusto (claudia mazzola)

Già sappiamo che i politici, compreso Renzi, non fanno mai nulla di quello che promettono (grazie a Dio!). Ma che ci stanno a fare?

 
17/01/2014 - Renzi (Giuseppe Pedrotti)

Stimo molto Doninelli ma in questo caso non sono d'accordo con lui. Più leggo e ascolto Renzi e più i suoi giudizi e le sue proposte mi sembrano poco approfondite, dettagliate e quindi prive di credibilità. Credo che nel giro di pochi mesi, se non di settimane, potremo vedere al di là dell'adulazione giornalistica di cui è oggetto, di che pasta Renzi è realmente fatto. Certo che se provocherà la caduta del governo Letta dovrà mettere sul piatto subito un'alternativa più robusta e capace di non limitarsi a parlare di riforme.

 
17/01/2014 - Il mondo (Diego Perna)

É vero, il mondo è cambiato ma chi è privilegiato fará la piú dura opposizione a rinunciarvi. Ho sentito che nel Lazio la spesa sará nei prossimi anni destinata per piú della meta a pensioni di dirigenti e amministratori nonché reversibili anche a compagne o compagni ecc. Bisognerebbe capire se chi permette questo sono sempre gli stessi che ancora sono nei punti chiave e se realmente sono ancora loro a decidere con l' aiuto o la connivenza dell' Europa, cosí come é stato o é in Grecia. La cosa che piú dispiace è come abbiamo potuto accettare tutto questo senza mai battere ciglio, anche noi in qualche modo siamo stati conniventi, magari a nostra insaputa, ci voleva questa crisi a farci aprire gli occhi?