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LEGGE ELETTORALE/ Spagnolo, tutti i calcoli sbagliati di Renzi & Co.

Pubblicazione:sabato 18 gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento:sabato 18 gennaio 2014, 9.47

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Il "mantra elettorale" di Renzi è che il giorno dopo l'elezione si deve sapere chi vince e governa e chi le perde e sta all'opposizione. 

In democrazia chi ottiene il 50% + 1 dei voti validi (esclusi gli astenuti, che pure significano qualcosa, le schede bianche e quelle nulle) vince le elezioni e ha diritto di governare.

Sotto quella soglia non c'è un vero vincitore, né lo può produrre la legge elettorale da sola, e – dopo la sentenza della Corte costituzionale – a favore della governabilità residuano poche e limitate opzioni.

Il "mantra elettorale" di Renzi non funziona, perché si vorrebbe una legge elettorale bipolare (fondata sulla definizione di chi vince e chi perde), mentre il sistema politico si è consolidato su un assetto tripolare e la legge elettorale non può dare ciò che il sistema politico non promette.

Ecco perché le tre proposte, avanzate da Renzi per la riforma della legge elettorale, pur non considerando le specifiche critiche cui ciascuna di essa può andare incontro, non vanno bene. Sono tentativi di ridurre la complessità politica del sistema dei partiti a un sistema di governo bipolare e si dovrebbero basare tutte su un'alterazione considerevole della rappresentanza politica per favorire la governabilità.

Di quale alterazione stiamo parlando?

Secondo gli ultimi sondaggi è stato calcolato che il 31% degli elettori si astiene o non sa per chi votare; il restante 69%, sulla base di coalizioni virtuali, si dividerebbe tra il 36,1% per il centro sinistra, il 35,2% per il centro destra e il 20,7% per il M5S, il 5,3% per il centro, il 2,7% raggrupperebbe i restanti altri.

Se rapportiamo queste percentuali agli elettori la prima forza politica è data dagli astenuti (31%), molto dopo arrivano il centrosinistra (24,909%) e il centrodestra (24,288%), dopo il M5S (14,283%) e, infine, il centro (3,657%).

In una democrazia matura si può pretendere tutto il potere di governo con solo il 24,909% degli elettori? Mi sembra una pretesa infondata. Tuttavia, anche se prescindiamo dagli elettori e consideriamo i voti validi, qual è la misura dell'alterazione che dovrebbe consentire di governare alla forza politica – in termini relativi – arrivata prima?

Consideriamo la Camera dei deputati e prendiamo per buono che vadano a votare in modo valido il 69% degli elettori pari a 32.517.164,94. Le quattro forze considerate avrebbero 31.638.841,48 e dovrebbero dividersi i 618 seggi della Camera. 

Vediamo come operano le diverse ipotesi avanzate da Renzi: con il "mattarellum rivisitato" i 475 seggi dei collegi maggioritari verrebbero divisi più o meno a metà tra il centrosinistra (11.738.696,54) e il centrodestra (11.446.042,06), al primo andrebbero 240 seggi al secondo 235, ma al centro sinistra andrebbero altri 92 seggi di premio e perciò si arriverebbe a 332 seggi, buoni per governare, mentre il centrodestra rimarrebbe a 235 e M5S e centro, in modo proporzionale, si dividerebbero il diritto di tribuna che in questo caso ammonterebbe a 51 seggi complessivi.


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COMMENTI
18/01/2014 - Dovremo rimpiangere Togliatti? (Luigi PATRINI)

Votare oggi rischia di essere esiziale per il Paese, ma forse vale la pena osare e seguire il suggerimento di Grillo: votiamo subito (fuori il dente fuori il dolore) con il proporzionale imposto dalla Consulta. Questa è la conferma che il bipolarismo in Italia non va bene: la politica deve tenere conto di tutti ed essere inclusiva. I partiti minori (ma chi è minore? la "minorità" si misura dalla testa o dal numero dei voti? Bisogna trovare un giusto mix, perchè non c'è corrispondenza biunivoca tra voti e testa, tale corrispondenza c'è solo - purtroppo - tra voti e ...pancia: chi ha i voti perciò deve valutare se far proprie anche le tesi di chi ha testa, altrimenti vince su un ...cimitero!. Le cose dell'articolo ditele a Renzi, che ringrazio perché mi farà vincere il caffè corretto scommesso con Crippa, ma, per favore, la smetta di scegliere in modo da far vincere ancora Berlusconi e di regalare alla Lega il nord del Paese. Ma dove diavolo sono finiti gli eredi di Togliatti, di Natta e di Berlinguer? Renzi non vorrà farceli rimpiangere, spero!