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CRAXI/ "Vogliono rovinare l'Italia", una profezia che attende la smentita

Pubblicazione:domenica 19 gennaio 2014

Bettino Craxi (1934-2000) (Infophoto) Bettino Craxi (1934-2000) (Infophoto)

Fin da quando era un giovane universitario che si occupava di politica, Craxi rivendicò sempre il suo autonomismo socialista e il suo convinto riformismo. Nel momento in cui divenne segretario del Psi, nel 1976, Craxi caratterizzò la sua linea con alcune scelte decisive. La prima fu una politica di riforme, anche attraverso il centrosinistra e l'alleanza con la Dc in Italia, che lo collocava nel mondo occidentale, in periodo di "guerra fredda", con una connotazione di sinistra socialdemocratica e la vicepresidenza dell'Internazionale socialista.

Va interpretata in questo modo la sua politica antisovietica, ai tempi della dura polemica sui missili da predisporre contro gli SS-20, che l'Urss aveva piazzato contro quasi tutte le capitali occidentali. Se si andasse a rivedere le cronache del tempo, si scoprirebbe che, accanto al "pacifismo" del Pci, c'erano tante "anime belle" che oggi sono ancora protagonisti, in politica e nel giornalismo, e si sono quasi dimenticati di essere stati "utili" pedine della ormai "autunnale" politica propagandistica del Cremlino dell'epoca.

Allo stesso tempo, Craxi rivendicò sempre l'autonomia e l'indipendenza dell'Italia all'interno dell'Alleanza Atlantica. L'episodio di Sigonella del 1984, quando si oppone all'arroganza degli americani nella trattativa con i terroristi dopo il sequestro della nave "Achille Lauro", è un fatto emblematico, un gesto di grande fermezza per ribadire il ruolo internazionale dell'Italia soprattutto nell'area mediterranea.

Ma, restando alla politica estera, non va dimenticato il Consiglio europeo di Milano del 28 giugno 1985, quando Craxi mise in minoranza, sulla revisione dei Trattati europei e sull'accoglimento delle proposte di Jacques Delors, il leader inglese Margaret Thatcher, che se ne andò via "furibonda" dal Castello Sforzesco.

Il Bettino Craxi che si faceva valere sul piano internazionale, non era certo diverso da quello che era protagonista della politica italiana. Ci sono alcuni fatti caratterizzanti della politica craxiana che danno la misura della statura del leader socialista. Il primo è una sfida sul piano del riformismo al Pci, che non veniva affatto considerato indispensabile nella formazione di un governo, come avveniva dopo la politica del "compromesso storico". Piuttosto, anche se rispettoso per la scelta di tanti comunisti, Craxi incalzava il Pci a fare non solo delle continue "svolte", ma un' autentica scelta verso la socialdemocrazia europea. Poi una "non subalternità" verso i sindacati, come si vide nel famoso referendum sulla scala mobile del 1985.

Inoltre, una fiducia nella capacità dell'economia italiana, in quel "made in Italy", che Craxi rivendicò in più occasioni, ripetutamente. E nello stesso tempo una nuova funzionalità di sinergie tra impresa pubblica e privata in un'economia mista da riformare con grande attenzione, non con autentici colpi di mano, con privatizzazioni senza liberalizzazioni, come avvenne negli anni Novanta e che già si erano tentati a metà degli anni Ottanta.

Il leader socialista non si sottrasse neppure alla necessità delle riforme istituzionali. E' coniata da Craxi l'urgenza della "grande riforma", che mise quasi in subbuglio tutto l'establishment italiano, quello pubblico-burocratico e quello degli allora "grandi poteri" privati. 


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COMMENTI
19/01/2014 - Gia'. (luciano dario lupano)

Comunistoidi ipocriti e ben foraggiati con la complicita' della santa Magistratura hanno eliminato l'unico che aveva osato opporsi agli Americani! Ipocriti vi rendete conto a quale livello avete portato l'Italia? Ma piu' ancora mi stupisce la grullaggine dei somari che vi votano!!!

 
19/01/2014 - AL MIO AMICO BETTINO (Di Tolve Vincenzo)

La mia Libertà equivale alla mia vita. Ciao Bettino! Senza parole: Politici, parte della Chiesa, Capi di Stato; Scalfaro, Ciampi e Napolitano si comportarono come Ponzio Pilato nel farlo morire in terra straniera anche se l’amava. Bettino è stato un grande Statista!