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SPRECHI IN REGIONE/ Altro che mutande e scontrini, ecco dove nascono i veri "buchi"

Pubblicazione:domenica 19 gennaio 2014

Il Consiglio regionale del Lazio (Infophoto) Il Consiglio regionale del Lazio (Infophoto)

È necessario rendere obbligatorio l’acquisto in pool di presidi e prodotti, come siringhe, farmaci, ecc. Se l’acquisto viene fatto dalla singola Asl il prezzo dipende infatti, dal potere negoziale che questa ha; pertanto possono esserci prezzi molto diversi tra un’Asl e un’altra. Ma se vengono fatti in pool per tutta la regione si otterrebbero sicuramente dei miglioramenti. In Lombardia questa prassi c’è già da qualche anno, credo sia stata la prima regione a introdurre il pool negli acquisti delle Asl. E questa è una strada da seguire. Poi, oltre alla sanità, tra le spese più rilevanti delle regioni ci sono anche quelle per i trasporti.

 

Anche lì si possono ottenere risparmi.

Anche lì si andrà verso un costo standard nazionale. Tuttavia, anche senza costo standard nazionale le regioni potrebbero attivarsi.

 

Cosa poterebbero fare?

Il Veneto, per esempio, ha stimato i suoi costi standard, stabilendo un costo per vettura al chilometro sulla base del quale calcolare il finanziamento delle singole aziende. La tendenza è questa, gradualmente si andrà verso questo obiettivo perché si è visto che ci sono forti scostamenti tra i costi effettivi per vettura/chilometro e i costi standard. Le faccio qualche esempio.

 

Prego.

 Abbiamo visto che ci sono accordi contrattuali diversi fra città e città, con aziende che hanno stipulato accordi più generosi nella parte integrativa. Ci sono differenze cospicue tra azienda e azienda che non sono del tutto giustificate. Perché poi le amministrazioni più generose sono quelle che battono alla cassa pubblica. Queste differenze si hanno soprattutto nelle grandi città dove il potere di pressione dei sindacati è molto forte, perché se si fermano i trasporti pubblici si blocca la città. Però nella situazione attuale della finanza pubblica diventa obbligatorio cercare di sistemare queste differenze, quantomeno di ridurle. Senza però penalizzare il trasporto pubblico nel suo complesso. I mezzi sono vecchi e vanno rinnovati. Credo tuttavia che ci sia spazio per tagliare qualche costo che oggi è eccessivo.

 

Ad esempio?

Le spese di manutenzione degli autobus probabilmente potrebbero essere effettuate a costi più bassi facendo una convenzione con qualche grosso operatore. Si potrebbe risparmiare anche sugli acquisti dei mezzi. Oggi ogni azienda ha i suoi. Ma se anziché fare una gara per acquistare dieci autobus la facessimo per acquistarne 100, 200, sarebbe diverso. E modelli standardizzati, perché non è detto che debbano essere diversi da città a città. Penso che due o tre tipi bastino. Anche lì si possono ottenere risparmi; la strada da percorrere quindi è questa. 

 

Sprechi potrebbero annidarsi anche nelle partecipate, non crede?


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COMMENTI
12/02/2014 - commento (francesco taddei)

abolendo le regioni (sono favorevole) si potrebbe pensare ad un sistema amministrativo come quello svizzero.

 
19/01/2014 - Le Regioni vanno abolite (Carlo Cerofolini)

La spesa/sprechi delle Regioni sono un nodo gordiano che non può essere sciolto ma va tagliato e quindi l’unica via percorribile è quella dell’abolizione tout court delle stesse, con tutte le loro emanazioni (partecipate & C.).