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ALFANO & C./ Giovanardi: a una legge senza preferenze diciamo no

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In attesa del testo della legge elettorale che Matteo Renzi presenterà questo pomeriggio, come annunciato nella giornata di ieri al termine dell’incontro con Berlusconi, Angelino Alfano ha fatto sapere che la riforma non potrà avvenire senza il consenso del Nuovo Centrodestra. "Mi pare davvero impossibile che riescano a fare la legge elettorale senza di noi. Si scordino di farla senza di noi", ha spiegato il vicepremier intervenendo alla due giorni del partito in corso a Pesaro. "Abbiamo avuto il coraggio di rompere con Forza Italia e non siamo un piccolo partito – ha poi aggiunto - Noi proponiamo cose di buon senso. Se l’accordo tra Renzi e Berlusconi è su liste bloccate lo dicano. Ncd è a favore  di uno sbarramento vero che consenta di eliminare il ricatto dei partitini". Alfano ha quindi rivendicato come una netta vittoria di Ncd il fatto che sia "morta" la bozza del sistema spagnolo, un modello che a suo giudizio avrebbe messo all'angolo i piccoli partiti favorendo solo i grandi. La riforma che il Nuovo Centrodestra vorrebbe adottare, come conferma Carlo Giovanardi in questa intervista, è quella basata sul modello del doppio turno di coalizione dei sindaci, un sistema simile a quello adottato in Francia.

 

Senatore Giovanardi, come ha reagito all’incontro tra Renzi e Berlusconi?

Il mio primo pensiero è andato al popolo del Pd che, per l'ennesima volta, si ritrova a dover cambiare radicalmente opinione rispetto a ciò che hanno dovuto sostenere negli ultimi due anni. Prima ci si era concentrati sul "linciaggio" di Berlusconi, da più parti definito pregiudicato e delinquente, mentre oggi fanno con lui un accordo nella sede del partito, con tanto di tappeti rossi. Per Berlusconi si tratta certamente di una grande vittoria, e in fondo anche per noi che lo abbiamo sempre difeso in Parlamento, ma francamente non capisco come i leader Pd possano spiegare tutto questo ai loro elettori.

 

Quanta volontà di escludere dai giochi Ncd c'è in questo colloquio?

Non credo che lo scenario sia cambiato e che Berlusconi abbia cambiato qualcosa del suo pensiero. Il Cavaliere ha sempre sostenuto che in Italia dovrebbero esserci due partiti, lui a capo dei moderati (ovviamente vincente) e dall’altra parte la sinistra. Noi invece pensiamo che in un Paese democratico ogni partito debba essere partecipato e inclusivo, tra i suoi dirigenti e i suoi iscritti.

 

Come mai dite che non si può fare una legge elettorale senza di voi?

Noi vogliamo una legge elettorale democratica che possa dare ai cittadini la libertà di scegliere, che possa prevedere le preferenze e che non venga creata solo per favorire due partiti a scapito degli altri. Ovviamente ci opporremo a una riforma che non rispetterà queste condizioni.

 

Avete i numeri per farlo? 



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COMMENTI
20/01/2014 - Preferenze o non voto!!!! (Ortensio Rampogna)

Ma quale politico si arrogherebbe ancora il diritto di farci votare senza preferenze?? Io un candidato messo in un collegio dal "partito" non lo voto!!! Voglio esprimere il mio voto indicando anche la persona (o meglio le persone) che mi rappresentano!! Almeno se ho sbagliato a dare la mia preferenza posso fare il mea culpa. E magari non solo quello!! Meno male che Renzi avrebbe incarnato il cambiamento!!! Se la prima mossa è accordarsi con Berlusconi.... altro che prima repubblica!!! Saluti.

 
20/01/2014 - Concordo, ma... (Luigi PATRINI)

Concordo con Crippa sulla necessità che non vengano tolte le preferenze dei candidati, lunghe o corte che siano le liste; concordo anche sulle due preferenze, ma basta legarle al sesso! Due preferenze, perché una voglio darla al candidato che conosco (e del quale non posso parlar male) e una voglio darla a quello che - anche se non lo conosco personalmente - mi essere, per la sua storia, il più competente ed affidabile tra quelli della lista per cui voterò.

 
20/01/2014 - La preferenza è essenziale! (Giuseppe Crippa)

Ben vengano piccoli collegi e liste con pochi candidati, ma la possibilità di scegliere il parlamentare mediante la preferenza (o magari anche due preferenze, una per genere così da favorire la partecipazione delle donne, alla faccia dei fautori dell’ideologia “gender”) è assolutamente necessaria ed inderogabile!