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L'ACCORDO/ Il giurista: operazione d'immagine e senza sostanza

Pubblicazione:lunedì 20 gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento:lunedì 20 gennaio 2014, 13.26

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Dal punto di vista politico-mediatico la cosiddetta intesa Berlusconi-Renzi è stata rappresentata come un grande successo e certamente lo è, visto che sblocca un impasse che durava dall'uscita di Berlusconi dal Governo e che aveva impedito l'approvazione in quarta votazione del progetto di riforma dell'art. 138, via di accesso ad una riforma costituzionale in grande stile, che avrebbe toccato tutti i principali aspetti della forma di governo italiana (Parlamento, Governo, Regioni e qualcos'altro ancora). 

Svanito questo sogno, per ricominciare a sperare in un cambiamento costituzionale forte – se non radicale come quello progettato nel maggio scorso – era necessario ripartire e, con grande intuito politico, Renzi ha individuato il punto di snodo nell'intesa con Berlusconi. Ma si tratta di un inizio, della costruzione dei blocchi di partenza su cui poi posizionare gli atleti per dare il via alla gara, alla corsa contro il tempo, che non sarà breve. 

Quali le tappe? In primis la legge elettorale: quella che si intravede scostando le tendine delle dichiarazioni politiche e dei pochi articoli di giornale che provano a entrare in merito, ha qualche stranezza (ad esempio la distribuzione dei seggi a livello nazionale) e qualche ambiguità, visto che non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena (ad esempio le liste bloccate, per quanto piccole, e le preferenze, su cui Alfano sembra non demordere). Condivisi i fini (non difficili da condividere, ovviamente) della garanzia di governabilità senza moria dei partiti minori, occorre capire come fare. 

Gli strumenti quale la soglia di sbarramento (non troppo alta) e il premio di maggioranza (non eccessivo, pena l'incostituzionalità) ci sono e sono in via di definizione nei loro aspetti numerici. Il vero problema ancora da chiarire è il funzionamento del sistema in quanto tale, se cioè si vuol fare un maggioritario o un proporzionale senza secondo turno, cosa che costringerebbe a costruire la coalizione di governo prima delle elezioni al fine di arrivare all'agognato 35% che si pensa sia la soglia minima per avere il premio. 

Né Berlusconi né Renzi hanno questa forza, e pertanto un po' stupisce che con grande serenità si apprestino a chiudere le trattative a cui parteciperebbero per telefono (o per sms) anche Alfano e gli altri, ma che si presentano a tutti gli effetti come un loro parto. Il che fa pensare che i giochi siano ancora aperti, che Berlusconi sia contento di essere stato sdoganato e che per questo abbia accettato di non mettere sotto scacco il Governo, che a sua volta pare soddisfatto di intravedere una sopravvivenza non breve. 


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COMMENTI
20/01/2014 - Tutto alla gattopardo? (Carlo Cerofolini)

Di sistemi elettorali l’Italia dal dopoguerra ne ha avuti tre: proporzionale, mattarellum e porcellum – con nel 2008 il centrodestra con una maggioranza schiacciante – e mai le cose hanno funzionato nel verso giusto, perché il difetto sta nell’assetto costituzionale che non determina un esecutivo “forte” che sia in grado di governare adeguatamente e celermente per rispondere a quelli che sono gli interessi dell’Italia, in coerenza gli impegni presi con gli elettori. Quindi o ci si decide ad andare verso il presidenzialismo o un premierato forte - con riforma costituzionale ad hoc – o avremo, se l’avremo, solo una nuova riforma elettorale che, alla gattopardo, cambierà le cose perché in realtà tutto rimanga come prima. Inoltre pensare che, per risolvere, basti riformare il disgraziato Titolo V della Costituzione o eliminare il bicameralismo perfetto e poco altro è una palese illusione.

 
20/01/2014 - Renzi (andrea sartori)

Più che nuovo Renzi mi sembra l'ultimo esempio di presuntuosa arroganza. Un mix di prodismo e berlusconismo. L'Italia ha bisogno di gente che si rivolga al cuore e non alla pancia della gente.

 
20/01/2014 - Non lasciamoci rubare la speranza! (Luigi PATRINI)

Caro Lupano, ma dove la vede la “concretezza” nella proposta di Renzi? Renzi ha certo avuto il merito di dare una scossa (e che scossa!) ad una situazione politica esplosiva, ma quasi in stallo. Guardi però che, proprio perché esplosiva, il rischio che la situazione precipiti nel caos più terribile è purtroppo latente: basta pochissimo perché sorga un “nuovo” Grillo, molto meno ridicolo (purtroppo quello attuale appare tale, visto che sembra aver perso il sano gusto dell’ironia e, soprattutto, quello dell’auto-ironia!) di quello che va comiziando nelle diverse piazze del Bel Paese da qualche mese in qua. Mi auguro che tutti tengano la testa a posto e non …tirino troppo la corda, perché ci sono frane che, una volta messe in moto, si arrestano solo dopo che si è fatto tabula rasa di tutto ciò che è intorno: questo è il rischio che oggi corriamo e che - speriamo - la Provvidenza forse ci risparmierà. Temo, però, che i protagonisti di questo tzunami politico non Le abbiano chiesto di fare la Sua parte. Speriamo che la Provvidenza faccia lo stesso il suo “dovere”!!! Dai politici credo non possiamo aspettarci molto e purtroppo al peggio sembra non esserci limiti. Ma …non lasciamoci rubare la speranza!

 
20/01/2014 - Almeno.... (luciano dario lupano)

Almeno è una faccia nuova che promette qualcosa di concreto, vedremo in seguito se riuscira' a discapito di tutti gli intrallazzoni incapaci ed inconcludenti ma abilissimi chiaccheroni che cercano in tutti di mantenere lo status quo.