BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ITALICUM/ Il "Pastrocchium" della Terza Repubblica

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Ora le liste bloccate ritornano perché la Corte ha detto che liste corte che garantiscano la conoscibilità dei candidati sul territorio possono essere accettabili. Ora, io non so se liste di sei candidati garantiscano davvero la conoscibilità del candidato. Per poterlo dire bisognerebbe conoscere l'ampiezza dei collegi. Una cosa che al momento dalla bozza non è dato di sapere. 

Ma credo però di capire una cosa: che le liste bloccate erano la parte del Porcellum che piaceva di più ai partiti. E infatti il Porcellum è durato tanto non perché garantisse la "governabilità" del paese, ma perché garantiva la governabilità dei partiti, consegnando al segretario potere di vita e di morte sui candidati che potevano essere mandati o meno in Parlamento a seconda del loro livello di gradimento (al segretario). 

Tanto è vero che un terzo del Pd, che è stato in passato il partito anti-preferenze per eccellenza, oggi scopre il ruolo salvifico delle preferenze, pur di ritagliarsi un possibile spazio di autonomia dal nuovo segretario. 

Tanto è vero che a neanche una settimana dal deposito della sentenza le liste bloccate sono già tornate per restare. Il che ci fa capire che, a volte, la politica sa decidere. E sa trovare in fretta accordi fondamentali per far nascere la terza Repubblica.

Altra questione che è stata sollevata – con meno convinzione dalla politica, con qualche convinzione in più dagli studiosi – è che questo sistema ibrido sia compatibile con il resto della sentenza della Corte. La Corte in quella sentenza dice molte cose, tutte più o meno condivisibili. Tra queste sta l'idea per cui, quando il legislatore sceglie un sistema proporzionale, deve garantire una ragionevole corrispondenza tra i voti dati e i seggi assegnati. E una legge elettorale che distorcesse in modo irragionevole questo rapporto violerebbe il principio di uguaglianza del voto (in uscita). Certo, ci dice la Corte, questo principio non può essere garantito in modo assoluto: altrimenti saremmo condannati ad un proporzionale eterno e perfetto. Ma quel che esce chiaramente dalla sentenza è che c'è un limite alle manipolazioni che possono essere introdotte con l'ingegneria elettorale alla originaria distribuzione dei voti. E questo limite è dato dai principi di ragionevolezza e proporzionalità (ossia di corrispondenza tra il fine perseguito e i mezzi impiegati).

Che questa legge elettorale sia un Ibridum (un proporzionale mascherato con ballottaggio finale) certo rende più difficile applicare quanto enunciato dalla Corte, soprattutto in punto di corrispondenza tra voti ricevuti e seggi conseguiti. Ma se l'obiettivo di una legge elettorale è garantire rappresentatività e governabilità, è chiaro che non si può sacrificare oltre misura la rappresentatività in nome della governabilità. 


COMMENTI
22/01/2014 - Speriamo in Bozzi! (Luigi PATRINI)

“In Bozzi” ho detto, sia chiaro, non in “Bossi”, l’Umberto anti-extracomunitari che - come ricordava la Kyenge - fa laureare il figlio in Albania e investire i soldi in Tanzania! Speriamo dunque che Bozzi, che con il suo ricorso alla Consulta ha fatto decadere il Porcellum, si prepari ad un nuovo ricorso contro l’Italicum, cioè contro questa nuova legge elettorale i cui limiti sono ben evidenziati nell’articolo di Mangia. Certo sarà difficile che la “casta” (vecchia, ma anche quella nuova dei Renzi & C.) rinunci ad esercitare il suo potere di autoalimentarsi e perpetuarsi come gramigna nel tempo: meglio sarebbe che i Politici, con un sussulto di dignità capissero la necessità di ridare al popolo elettore una pur minima possibilità di scelta, rendendosi conto che la Democrazia impone il diritto di scegliere la persona da cui si vuole essere rappresentati: corta o lunga che sia, la lista bloccata offende la libertà dell’elettore: non si dica che le preferenze favoriscono il voto mafioso, poiché questo succede anche con le liste bloccate. Spero che i parlamentari cattolici siano ferrei sulla questione. Prendo atto con piacere dell’osservazione di Avvenire che, proponendo un’analogia, scrive che sostenere le liste bloccate per questo motivo sarebbe come “Vietare la produzione di fiammiferi per ostacolare i piromani”. La storia confermerà: liste bloccate e bipartitismo sono tra le cause principali dell’amoralità politica e della disgregazione che stanno devastando il Paese.