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ITALICUM/ Il "Pastrocchium" della Terza Repubblica

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Non è possibile, in altre parole, semplificare troppo il quadro politico dicendo che così si garantiscono governi stabili e di legislatura. Per il semplice fatto che questo non è un discorso vero. E chi si occupa di queste cose sa che la legge elettorale, forzando e semplificando, può costruire maggioranze artificiali all'indomani delle elezioni e dare l'illusione della governabilità. Ma la durata di queste maggioranze non dipende affatto dalla legge elettorale, quanto dal complesso di regole istituzionali che reggono i rapporti tra parlamento e governo. Tanto per capirci, i governi regionali durano non per la legislazione elettorale (che è diversa da regione a regione), quanto dal fatto che i consiglieri sanno benissimo che se fanno saltare la maggioranza, si va necessariamente a nuove elezioni (art. 126 cost.).

Ora, l'Ibridum della terza Repubblica (annunciata) è un sistema elettorale fatto apposta per eliminare le formazioni minori e costruire maggioranze artificiali nel nome della governabilità. 

Io non so, se in concreto, a legge approvata, a collegi definiti e a soglie e premi stabiliti, questo sistema sarà in contrasto con le indicazioni della Corte costituzionale. Forse oggi è troppo presto per farsi una opinione definitiva: in fondo è un Ibridum. Anzi, una bozza di Ibridum.

Quel che è certo è che la sentenza della Corte, condivisibile sotto molti aspetti, è una decisione anomala nel momento in cui garantisce ai cittadini la possibilità di proporre un ricorso diretto alla Corte sulla costituzionalità della legge elettorale. Il che lascia capire che la sentenza di una settimana fa è stata la prima sentenza della Corte costituzionale in materia di legge elettorale. Quasi sicuramente non sarà l'ultima.



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COMMENTI
22/01/2014 - Speriamo in Bozzi! (Luigi PATRINI)

“In Bozzi” ho detto, sia chiaro, non in “Bossi”, l’Umberto anti-extracomunitari che - come ricordava la Kyenge - fa laureare il figlio in Albania e investire i soldi in Tanzania! Speriamo dunque che Bozzi, che con il suo ricorso alla Consulta ha fatto decadere il Porcellum, si prepari ad un nuovo ricorso contro l’Italicum, cioè contro questa nuova legge elettorale i cui limiti sono ben evidenziati nell’articolo di Mangia. Certo sarà difficile che la “casta” (vecchia, ma anche quella nuova dei Renzi & C.) rinunci ad esercitare il suo potere di autoalimentarsi e perpetuarsi come gramigna nel tempo: meglio sarebbe che i Politici, con un sussulto di dignità capissero la necessità di ridare al popolo elettore una pur minima possibilità di scelta, rendendosi conto che la Democrazia impone il diritto di scegliere la persona da cui si vuole essere rappresentati: corta o lunga che sia, la lista bloccata offende la libertà dell’elettore: non si dica che le preferenze favoriscono il voto mafioso, poiché questo succede anche con le liste bloccate. Spero che i parlamentari cattolici siano ferrei sulla questione. Prendo atto con piacere dell’osservazione di Avvenire che, proponendo un’analogia, scrive che sostenere le liste bloccate per questo motivo sarebbe come “Vietare la produzione di fiammiferi per ostacolare i piromani”. La storia confermerà: liste bloccate e bipartitismo sono tra le cause principali dell’amoralità politica e della disgregazione che stanno devastando il Paese.