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SCENARIO/ Mario Mauro: ecco perché Renzi ha "scelto" Berlusconi e non Alfano

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Mario Mauro (Infophoto)  Mario Mauro (Infophoto)

La politica italiana, in questi ultimi 20 anni, ha subito dei fenomeni di instabilità e di ingovernabilità per delle contraddizioni interne alla coalizioni dovute alla crisi dei grandi partiti e non certo per l'inesistente potere di veto delle piccole situazioni.

 

A cosa si riferisce?

Il problema si è creato nel Pdl quando Fini è entrato in rotta con Berlusconi e non perché il Pdl fosse in coalizione con partiti che ne hanno ostacolato l'azione di governo. Ciò vale anche per le contraddizioni interne del Pd, ex Ulivo, dove a mandare a casa Prodi provvidero D'Alema e Veltroni, e non certo Pecoraro Scanio o altri leader minori della coalizione di centro-sinistra con percentuali, come si suol dire, da prefisso telefonico.

 

Anche per lei l'Italicum è incostituzionale?

La Consulta ha parlato esplicitamente dell'importanza di una proporzione tra numero dei voti che si prendono e numero dei seggi che si acquisiscono sulla base di quel numero di voti. A nostro modo di vedere per avere questa proporzione bisognare arrivare ad una soglia (almeno) del 40%.

 

Un partito come il vostro non rischia di rimanere tagliato fuori?

Ma questo non è interessante. È giusto rappresentare i cittadini, ma se questa rappresentanza non è capace di aggregare oltre una certa cifra è anche giusto che non ci sia allora alcuna rappresentanza. Io credo che processi di aggregazione che si possano innestare da soglie "rispettabili" non siano da temere in quanto tutti i piccoli partiti devono ambire a diventare grandi.

 

Come vede il nuovo asse Renzi−Berlusconi sulle riforme?

Berlusconi è stato "scelto" da Renzi: il segretario Pd ha preferito ridare centralità a Berlusconi come federatore dell'area alternativa alla sinistra, a differenza di quanto era riuscito ad ottenere Letta che, sganciando Alfano da Berlusconi, aveva creato la possibilità di un'alternativa alla sinistra in Italia fuori dalle corde del populismo e dell'estremismo.

 

Tutto questo che cosa cambia?

Ci troveremo a fare i conti con un confronto più muscolare e meno incline alla collaborazione. Sono certo che Renzi, più che consapevole delle conseguenze della scelta fatta, è stato più tentato dalla possibilità di scegliersi un avversario che appare in declino per età e vicende giudiziarie. Farei poi un'altra considerazione.

 

Prego.

L'area non di sinistra in Italia  è maggioritaria. Chi trova il bandolo della matassa facendo il federatore dei moderati trova anche le chiavi per vincere le elezioni...

 

In seguito all'incontro di sabato al Nazareno sono cambiati i rapporti di forza all'interno del governo?


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COMMENTI
22/01/2014 - cos'è la democrazia nel 2013? (Emilio Colombo)

non intendo in astratto, ma dal novembre 2011 penso di aver capito che in Italia, la "democrazia" è un concetto abbastanza poco concreto, sia per una ennesima dimostrazione della sovranità limitata di cui storicamente godiamo, sia per un problema di "materiale umano" dei ns. leader, sia per un problema culturale-educativo del nostro popolo o "demos" che dir si voglia (chiedo scusa x lo spelling ma non ho fatto greco a scuola). speriamo che i ns. aristocratici capi più o meno illuminati o i ns rappresentanti variamente nominati/eletti o i ns. etero-dirigenti stranieri si comportino bene e non ci strozzino, mentre noi umani proviamo (forse) a ricostruire una coscienza comune (wow, qs. mi è venuta bene?) nelle prossime generazioni… buon lavoro a tutti gli uomini di buona volontà (disoccupati compresi).

 
22/01/2014 - Partiti in mano a "padroni", non a "segretari" (Luigi PATRINI)

Le osservazioni del sen. Mario Mauro sono acute, molto interessanti e pertinenti: occorrerebbe che i politici e gli elettori le valutassero davvero con serietà! Ricordo che già quando cadde il I Governo Berlusconi, l’on. Rocco Buttiglione parlò esplicitamente alla Camera di “deriva autoritaria” esistente in quel partito: mi pare che abbia visto giusto, perché FI, poi PDL e ora nuovamente FI, ha dato prova di essere un partito “padronale”, come conferma il fatto che lo stesso Alfano ne fu segretario per diverso tempo, non però in quanto eletto da un Congresso rappresentativo degli iscritti, ma semplicemente come “designato” da chi era “proprietario” di quel partito. Anche adesso mi pare che sia Berlusconi a voler imporre nuove figure di suo gradimento come dirigenti di un’azienda che ha cambiato denominazione ma non metodo. Ora Renzi - scelto a furor di popolo da elettori che non sono neppure iscritti al suo partito (grande prova di “democrazia!?!? boh!) - sembra imporre uno stile analogo al “suo”PD: immagino che Togliatti, Berlinguer e tanti altri dirigenti e militanti defunti si girino nella tomba! Se consideriamo che anche Grillo mostra un atteggiamento “padronale” verso i “suoi” e non dimentichiamo che Monti, leader di SC, ha tanto spazio non perché eletto dai cittadini, ma perché innalzato da Napolitano al soglio di senatore a vita... Non sono "segni" belli! Effetto globalizzazione? ...Meditate, gente, meditate!