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SCENARIO/ Mario Mauro: ecco perché Renzi ha "scelto" Berlusconi e non Alfano

Pubblicazione:mercoledì 22 gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 22 gennaio 2014, 12.39

Mario Mauro (Infophoto) Mario Mauro (Infophoto)

Mi sembrano più che altro cambiati i rapporti di forza all'interno del Partito democratico. E la votazione della direzione (111 sì alla proposta di Renzi e 34 astenuti, ndr) lo dimostra ampiamente.

 

Cuperlo, infatti, si è dimesso.

Il Pd è saldamente nelle mani di Matteo Renzi e la sua leadership ha stravolto la vecchia struttura del partito.

 

Si parla tanto di Letta-bis. Cosa accadrà?

Il problema rimane l'agenda, ovvero quelle cose che il governo chiamato a sostenere l'Italia per un recupero di competitività deve fare. Sulla base di questa analisi sono certo che il Presidente della Repubblica e il premier, secondo le loro prerogative, troveranno per il Paese la soluzione più veloce.

 

(Fabio Franchini)

 



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COMMENTI
22/01/2014 - cos'è la democrazia nel 2013? (Emilio Colombo)

non intendo in astratto, ma dal novembre 2011 penso di aver capito che in Italia, la "democrazia" è un concetto abbastanza poco concreto, sia per una ennesima dimostrazione della sovranità limitata di cui storicamente godiamo, sia per un problema di "materiale umano" dei ns. leader, sia per un problema culturale-educativo del nostro popolo o "demos" che dir si voglia (chiedo scusa x lo spelling ma non ho fatto greco a scuola). speriamo che i ns. aristocratici capi più o meno illuminati o i ns rappresentanti variamente nominati/eletti o i ns. etero-dirigenti stranieri si comportino bene e non ci strozzino, mentre noi umani proviamo (forse) a ricostruire una coscienza comune (wow, qs. mi è venuta bene?) nelle prossime generazioni… buon lavoro a tutti gli uomini di buona volontà (disoccupati compresi).

 
22/01/2014 - Partiti in mano a "padroni", non a "segretari" (Luigi PATRINI)

Le osservazioni del sen. Mario Mauro sono acute, molto interessanti e pertinenti: occorrerebbe che i politici e gli elettori le valutassero davvero con serietà! Ricordo che già quando cadde il I Governo Berlusconi, l’on. Rocco Buttiglione parlò esplicitamente alla Camera di “deriva autoritaria” esistente in quel partito: mi pare che abbia visto giusto, perché FI, poi PDL e ora nuovamente FI, ha dato prova di essere un partito “padronale”, come conferma il fatto che lo stesso Alfano ne fu segretario per diverso tempo, non però in quanto eletto da un Congresso rappresentativo degli iscritti, ma semplicemente come “designato” da chi era “proprietario” di quel partito. Anche adesso mi pare che sia Berlusconi a voler imporre nuove figure di suo gradimento come dirigenti di un’azienda che ha cambiato denominazione ma non metodo. Ora Renzi - scelto a furor di popolo da elettori che non sono neppure iscritti al suo partito (grande prova di “democrazia!?!? boh!) - sembra imporre uno stile analogo al “suo”PD: immagino che Togliatti, Berlinguer e tanti altri dirigenti e militanti defunti si girino nella tomba! Se consideriamo che anche Grillo mostra un atteggiamento “padronale” verso i “suoi” e non dimentichiamo che Monti, leader di SC, ha tanto spazio non perché eletto dai cittadini, ma perché innalzato da Napolitano al soglio di senatore a vita... Non sono "segni" belli! Effetto globalizzazione? ...Meditate, gente, meditate!