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SCENARIO/ Mario Mauro: ecco perché Renzi ha "scelto" Berlusconi e non Alfano

MARIO MAURO esprime le proprie perplessità sull'Italicum promosso da Renzi e da Berlusconi: per Mauro la soglia per il premio è da alzare (almeno) al 40%. E a proposito del governo...

Mario Mauro (Infophoto) Mario Mauro (Infophoto)

Per settimane si è parlato di Mattarellum modificato, modello spagnolo rivisitato e sindaco d'Italia col doppio turno. L'incontro di sabato tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, al Nazareno, nella sede romana del Partito Democratico, ha fatto saltare il banco. Il governo, per il momento, tiene. Le due ore di faccia a faccia hanno partorito "una profonda sintonia" e, soprattutto, una nuova proposta di legge elettorale: l'Italicum, come è stato subito ribattezzato. Bagarre in casa Pd, con le dimissione di Cuperlo, dopo che la direzione ha approvato il disegno del segretario. Cosa prevede dunque l'Italicum? È di fatto un proporzionale con liste corte e bloccate, soglia di sbarramento (12% per le coalizioni, 5% per e liste coalizzate e 8% per quelle non coalizzate) e premio di maggioranza (18% dei seggi da attribuire a chi abbia almeno il 35% dei consensi al primo turno. Se ciò non avviene, si va al ballottaggio di coalizione. Del nuovo sistema elettorale abbiamo parlato con Mario Mauro, senatore del Gruppo per l'Italia e ministro della difesa del governo Letta.

 

Tra Mattarellum, spagnolo e sindaco d'Italia è spuntato fuori l'Italicum.

Durante l'incontro che avuto ieri con il segretario del Pd ho avuto modo di rimarcare alcuni giudizi sul contenuto della legge elettorale in questione.

 

Entriamo dunque nel merito della nuova proposta. Cosa non la convince?

Premessa: è in sostanza un doppio turno di coalizione, laddove nessuno raggiunga il 35%. Mi preme sottolineare che la soglia del 35% prevista è irragionevole.

 

È bassa? 

Certo, va alzata almeno al 40% affinché sia ritenuta costituzionale. Il 35% a quale percentuale di elettori aventi diritto corrisponde? In proporzione, a non più del 20-25%. Come è quindi possibile che con questa percentuale reale sul  totale degli italiani si ottenga il 55% dei parlamentari?

 

E infatti sono già piovute numerose critiche di incostituzionalità. E all'indice ci sono le liste bloccate.

Esattamente. Attenzione: questo meccanismo non garantisce affatto il rapporto tra eletto ed elettore come ribadito dalla Corte costituzionale e richiesto a gran voce dalla gente. Si tratta, per noi, di un punto ineludibile. Infatti, anche se le liste sono corte e i nomi dei candidati sono indicati sulla scheda, l'impatto degli elettori avverrebbe su base nazionale e dunque la conseguenza diretta tra voto dell'elettore ed elezione del parlamentare non si configura in alcun modo.

 

Ci spieghi, ministro.

Per assurdo, un voto dato in una circoscrizione per fiducia al candidato di una lista può determinare l'elezione di un altro candidato della stessa lista ma in una circoscrizione diversa. 

 

Un altro aspetto dell'accordo politico che ha condotto a questa bozza di legge elettorale, è la volontà di neutralizzare il potere di veto dei piccoli partiti.


COMMENTI
22/01/2014 - cos'è la democrazia nel 2013? (Emilio Colombo)

non intendo in astratto, ma dal novembre 2011 penso di aver capito che in Italia, la "democrazia" è un concetto abbastanza poco concreto, sia per una ennesima dimostrazione della sovranità limitata di cui storicamente godiamo, sia per un problema di "materiale umano" dei ns. leader, sia per un problema culturale-educativo del nostro popolo o "demos" che dir si voglia (chiedo scusa x lo spelling ma non ho fatto greco a scuola). speriamo che i ns. aristocratici capi più o meno illuminati o i ns rappresentanti variamente nominati/eletti o i ns. etero-dirigenti stranieri si comportino bene e non ci strozzino, mentre noi umani proviamo (forse) a ricostruire una coscienza comune (wow, qs. mi è venuta bene?) nelle prossime generazioni… buon lavoro a tutti gli uomini di buona volontà (disoccupati compresi).

 
22/01/2014 - Partiti in mano a "padroni", non a "segretari" (Luigi PATRINI)

Le osservazioni del sen. Mario Mauro sono acute, molto interessanti e pertinenti: occorrerebbe che i politici e gli elettori le valutassero davvero con serietà! Ricordo che già quando cadde il I Governo Berlusconi, l’on. Rocco Buttiglione parlò esplicitamente alla Camera di “deriva autoritaria” esistente in quel partito: mi pare che abbia visto giusto, perché FI, poi PDL e ora nuovamente FI, ha dato prova di essere un partito “padronale”, come conferma il fatto che lo stesso Alfano ne fu segretario per diverso tempo, non però in quanto eletto da un Congresso rappresentativo degli iscritti, ma semplicemente come “designato” da chi era “proprietario” di quel partito. Anche adesso mi pare che sia Berlusconi a voler imporre nuove figure di suo gradimento come dirigenti di un’azienda che ha cambiato denominazione ma non metodo. Ora Renzi - scelto a furor di popolo da elettori che non sono neppure iscritti al suo partito (grande prova di “democrazia!?!? boh!) - sembra imporre uno stile analogo al “suo”PD: immagino che Togliatti, Berlinguer e tanti altri dirigenti e militanti defunti si girino nella tomba! Se consideriamo che anche Grillo mostra un atteggiamento “padronale” verso i “suoi” e non dimentichiamo che Monti, leader di SC, ha tanto spazio non perché eletto dai cittadini, ma perché innalzato da Napolitano al soglio di senatore a vita... Non sono "segni" belli! Effetto globalizzazione? ...Meditate, gente, meditate!