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ITALICUM/ Ecco come funziona la legge elettorale targata Renzi-Berlusconi

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LO SBARRAMENTO – Punto critico della legge che fa paura ai partiti più piccoli. Per entrare alla Camera le coalizioni devono prendere almeno il 12% dei voti, mentre le singole liste coalizzate devono superare il 5% e quelle non apparentate l’8%. È inoltre previsto un meccanismo contro le cosiddette “liste civetta”: nel calcolo della cifra elettorale nazionale non vengono presi in considerazione i voti delle liste che non si sono presentati in almeno un quarto dei collegi.

CANDIDATURE MULTIPLE ADDIO – Il testo parla chiaro: “Nessun candidato può essere incluso in liste con il medesimo contrassegno o con diversi contrassegni in più di un collegio plurinominale". Questo significa che non vedremo più il nome dei leader (e dei maggiori dirigenti dei partiti) in più seggi. Infine, restano gli eletti all’esterno ed è previsto un meccanismo di tutela delle minoranze linguistiche.

E IL SENATO? – Si corre verso l’abolizione del bicameralismo perfetto, ma l'Italicum prevede inserita una sorta di salvagente, una clausola di salvaguardia che fa sì che la legge elettorale la si possa applicare anche a Palazzo Madama. Tutto quello che vale per la Camera dei Deputati vale anche per il Senato della Repubblica (con riparto regionale). Cambierà semplicemente la grandezza delle circoscrizioni, in quanto il numero degli elettori per il Senato è minore (si vota infatti al compimento dei 25 anni di età).

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