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SCENARIO/ Sansonetti: il piano di Renzi e Berlusconi per votare a giugno

PIERO SANSONETTI analizza lo scenario politico attuale e punta il dito contro Renzi: il suo Pd è un partito centrista e liberale (con derive autoritarie) lontano dall'ideologia socialista

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Il panorama politico attuale vive sull’incertezza. L’operato del governo Letta sembra essere passato in secondo piano, oltre ad avanzare con il freno a mano tirato, di fronte al dibattito imperante sulla nuove legge elettorale. Renzi accelera e va a braccetto con Berlusconi, mentre il Pd è in subbuglio: Cuperlo si è dimesso e la linea dura del segretario crea malumori in una minoranza che però è tutto fuorché omogenea.  Cosa ci dobbiamo aspettare? Elezioni anticipate forse? Lo abbiamo chiesto a Piero Sansonetti, giornalista storicamente legato alla sinistra, ex direttore dell’Unità e di Liberazione, ora alla guida del settimanale Gli Altri.

Il governo Letta, come sempre, è appeso a un filo che però sembra via via più sottile. Ma il sostegno di Renzi all’esecutivo c’è o non c’è?

La vita del governo dipende esclusivamente dai calcoli di Renzi: non c’è alcun grande interesse politico. Se il segretario Pd pensa che gli convenga tenerlo in piedi lo terrà, se invece capirà che gli conviene farlo cadere staccherà la spina.

E quindi, sulla base di questo?

L’unica e vera bussola politica di Matteo Renzi – che in questo momento tiene in mano tutti i giochi – è diventare presidente del Consiglio. La questione è tutta qui. Non ci sono grandi temi politici: non è che ci sia una destra che combatte contro la sinistra o i cattolici contro i laici. No: c’è semplicemente la questione se Renzi diventerà o meno premier. L’unica possibilità per non diventarlo è che lo diventi Berlusconi o un suo uomo…

Quindi Letta ha le ore contate?

Credo che le cose stiano così: se Renzi riesce ad ottenere la legge elettorale che vuole, allora il governo Letta cade e si va alle elezioni. E poi lì vedremo chi vince…

Altrimenti?

Renzi dice che se non riesce a far passare l’Italicum farà saltare tutto. Ma qui ci sarebbe un bel problema per lui…

Quale?

Se si andasse a votare con il proporzionale si andrebbe a disperdere tutta la carica carismatica e di leadership sulla quale ha costruito il suo successo: tutto crollerebbe. E si tornerebbe proprio in quella prima Repubblica fatta di mediazioni continue.

È un’arma spuntata dunque?

Beh, questa sua minaccia di far cadere il governo non mi sembra credibile. E ripeto, Letta si salva solo se non passa la legge.

C’è di mezzo però la questione della revisione del bicameralismo e dunque dell’abolizione del Senato. Cosa si fa, si va a votare con o senza?

Bah, io ho l’impressione che in realtà a Renzi del Senato non gliene freghi molto. Se passa la legge, punta a votare a giugno.

E l’attacco della (renziana) Serracchiani a Zanonato (bersaniano), come fosse un membro dell’opposizione, cosa nasconde? Di cosa è sintomo?


COMMENTI
23/01/2014 - Fuori il dente, fuori il dolore (Luigi PATRINI)

Sansonetti finalmente dice “qualcosa di sinistra”: si è accorto, infatti, che Renzi non è erede della tradizione da cui, dopo varie vicissitudini, è nato il PD; anzi, dice Sansonetti, Renzi è un sosia di Berlusconi. Addirittura! Ma, come dargli torto con le scelte che sta facendo? La vera novità è che finalmente qualcuno - e Sansonetti non è certo uno qualunque - ha il coraggio di parlare così di Renzi. Quanto alla secessione del PD, io credo e ho scritto su queste pagine che sia molto probabile, anzi …certa, se, oltre che pensare e dire certe cose, qualcuno avrà il coraggio di trarne le conseguenze. Cuperlo? Non credo: ha un’aria troppo mite e poco combattiva… Finalmente comunque anche nel “monolite” (per altro ben diverso da quello di “2001, Odissea nello spazio”!) qualcosa comincia a muoversi in modo aperto e democratico: era ora! Però, se si deve votare prima del semestre di Presidenza italiana della UE, meglio farlo subito, con il proporzionale “imposto” dalla Consulta! Caro Renzi: finiscila di tenerci sulla corda perché, se - come dice uno che ti conosce certo meglio di me e di tanti altri - il tuo unico obiettivo chiaro è fare il Presidente del Consiglio, occorre che ti sbrighi, altrimenti governerai su un …cimitero! Comunque suggerisco a tutti i politici in campo di rileggersi il saggio discorso di Gamaliele (Atti 5, 34-39): avranno di che meditare!

 
23/01/2014 - Non si può (Claudio Baleani)

La sentenza CEDU Ekoglasnost c. Bulgaria del 6 novembre 2012 afferma che non si possono cambiare le regole elettorali poco prima del voto. Per il caso italiano forse il principio non si applica perché la riforma prospettata è quasi uguale alla legge precedente, salvo per il fatto che i grandi partiti potrebbero risolvere la loro posizione egemonica in ricatto o irrilevanza per i piccoli. La sostanza è che per non voler gestire il cambiamento e voltare davvero pagina finiremo per l'ennesima volta davanti ai giudici per farci dire come e quando votare. Per non dire che andare a votare significa gettare l'Italia in una guerra sotterranea per conquistare macerie.

 
23/01/2014 - Autoritarie? (luciano dario lupano)

Solo se non comandano i nipotini di Stalin! Ma li votano, quindi....In Italia chiunque voglia governare è autoritario e perchè no fascista! Finchè i grulli ci credono va bene tutto!