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IL CASO/ Sisto (il relatore): l'Italicum scontenta tutti, anche noi di FI, ma stavolta si fa

Pubblicazione:venerdì 24 gennaio 2014

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Dopo un primo rallentamento, il testo dell’Italicum è stato finalmente depositato in Commissione. Entro venerdì è in programma il voto per l'adozione del testo base, mentre nelle 48 ore successive verranno presentati gli emendamenti per eventuali modifiche. La legge arriverà in Aula il 29 gennaio e le votazioni finali avranno inizio il 30 e proseguiranno il 31. In quei due giorni, durante lo scrutinio segreto, Matteo Renzi capirà effettivamente con quanti “franchi tiratori” dovrà fare i conti. Eliminata (almeno per il momento) la clausola “salva-Lega”, una sorta di deroga alla soglia di sbarramento nazionale per evitare l’esclusione dal Parlamento dei partiti più piccoli a vocazione territoriale, il terreno di scontro torna ad essere quello delle preferenze. Pur avendo sottoscritto il testo, il Nuovo Centrodestra continua a chiederle a gran voce: "Abbiamo sottoscritto il testo per consentire il rispetto dei tempi relativi all'avvio dell'iter di una riforma indispensabile che gli italiani ci chiedono”, ha detto Renato Schifani, “ma sul punto nodale delle preferenze presenteremo con convinzione le nostre proposte di modifica”. La pensano diversamente gli esponenti di Forza Italia, convinti che durante il voto prevarrà il patto siglato sabato scorso tra Silvio Berlusconi e il segretario del Pd. Abbiamo chiesto ulteriori aggiornamenti a Francesco Paolo Sisto (Forza Italia), presidente della I Commissione della Camera e relatore della legge elettorale.

 

Onorevole Sisto, mercoledì inizierà la discussione in Aula sul testo. Quali sono stati gli ultimi nodi da sciogliere prima del via libera?

Ho presentato un testo base che, come ho già detto, rappresenta un progetto di massima accurato. Il rispetto che c’è per il lavoro della Commissione e poi per quello dell’Aula deve permettere che questo testo base abbia sì una filosofia di fondo, che poi è quella stabilita dall’asse Berlusconi-Renzi, ma proprio su questa è poi necessario innestare le riflessioni della Commissione ed evitare di arrivare in Aula con un testo chiuso. Tutto ciò che è precostituito non è democratico e non è in linea con i percorsi formativi della volontà parlamentare. Senza dubbio sono presenti alcuni punti di riferimento che io ho rispettato, verificando personalmente che questa progettualità fosse in linea con la sentenza della Consulta che ha bocciato il Porcellum.

 

Crede che i tempi verranno rispettati?

 Il tempo a disposizione è inversamente proporzionale alla necessità che il provvedimento arrivi in Aula. Dobbiamo farci carico dell’obbligo di dare al Paese una legge elettorale, dunque bisognerà fare il possibile per raggiungere il risultato con tempi brevi anche se ovviamente non sarà un dibattito facile.

 

Sembra che al momento la cosiddetta clausola “salva-Lega” sia saltata. Potrebbe comunque essere riproposta in Aula al momento opportuno sotto forma di emendamento?

 Nel testo base questa clausola non è mai esistita, quindi al massimo potrà esserci un’attività emendativa per riportarla all’attenzione della Commissione. Come dicevo non ci sono preclusioni: siamo disponibili ad ogni riflessione che i gruppi o i singoli parlamentari vorranno formulare.

 

Quali conseguenze si aspetta da questa decisione?


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COMMENTI
24/01/2014 - Forza Bozzi, si prepari al ...ricorso! (Luigi PATRINI)

Con tutte le difficoltà che ci sono si ha l'impressione che la forzatura nei tempi sia proprio ...per perder tempo. Speriamo che Bozzi si prepari a far subito ed in fretta un nuovo ricorso alla Consulta e che la Consulta non aspetti troppo ad esaminarlo!