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ITALICUM/ 1. Il doppio accordo (segreto) che sta dietro il Porcellum 2

Pubblicazione:venerdì 24 gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento:venerdì 24 gennaio 2014, 14.13

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Da quanto sta accadendo, comunque, emergono tre leggere sensazioni che salgono dal profondo.

La prima. Si ha la sensazione che l'accordo tra Renzi e Berlusconi sia un accordo in bianco senza contenuto; giova a entrambi, ma soprattutto a Berlusconi. La seconda. Si ha la sensazione che Alfano e Lupi abbiano un accordo segreto con Berlusconi (per il ritorno in Forza Italia) e che siano in prestito a Letta per mantenere il governo; giova a tutti (loro). La terza. Si ha la sensazione che Renzi – come innovatore – abbia già toppato; e non gli giova affatto.

Ripeto. Sono sensazioni, ma in certi casi pesano più di verità conclamate.



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COMMENTI
24/01/2014 - Ahimè, ahimè (Luigi PATRINI)

Articolo interessante, che presenta ipotesi conclusive ...allucinanti, ma purtroppo verosimili. Ricordo che in passato chi ora è contrario fu favorevole alle preferenze: Silvio Berlusconi afferma la necessità di introdurre nella legge elettorale “una variante che consenta ai cittadini, e non alle forze politiche, di scegliere i candidati” (Congresso del Movimento di Scilipoti, 21 ottobre 2011), tesi confermata da Maurizio Gasparri: “il Pdl insisterà perché si scelgano le preferenze” (3 settembre 2012). Ancora Renato Brunetta, Giorgia Meloni e Guido Crosetto: “in Parlamento c'è chi si batterà fino all’ultimo per introdurre il sistema del voto di preferenza, che garantisce agli italiani la libertà di decidere direttamente da chi farsi rappresentare” (5 settembre 2012). Ancor prima Angelino Alfano aveva detto: “se la sinistra ci dice sì alle preferenze già questa sera si può chiudere l’intesa sulla legge elettorale” (25 luglio 2012). L’UDC poi fu l’unico partito che si oppose fin dall'inizio all’eliminazione delle preferenze prevista dal Porcellum; anche la sinistra era d’accordo: Massimo D'Alema, è favorevole al “voto di preferenza doppio, un uomo e una donna” (23 novembre 2010), posizione recentemente condivisa da Luigi Zanda: è “necessario che il Parlamento approvi una nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini il diritto di scegliere i propri parlamentari”. C'è chi conta sulla dimenticanza degli elettori!