BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ITALICUM/ 1. Il doppio accordo (segreto) che sta dietro il Porcellum 2

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Dopo l'accordo con Berlusconi il business-friendly Mr Renzi (così lo ha definito The Economist l'11 gennaio scorso in un articolo sull'upset della sinistra italiana) ha tirato fuori una quarta proposta di legge elettorale che sembra sia stata ormai presentata alla Camera dei Deputati. Niente più sistema spagnolo, con cui si era accordato con il Cavaliere, e nemmeno Mattarellum e "sindaco d'Italia", ma semplicemente Italicum.

E se dopo avere letto la bozza del ddl lo chiamassimo "Porcellum 2"? Che cosa ne direste?

In fondo ha mantenuto la disciplina della legge elettorale precedente e ha solo emendato gli articoli chiave, tra i quali spicca il celebre art. 83.

Parlare di "Porcellum 2" vuol dire che si è disatteso clamorosamente quanto aveva scritto la Corte costituzionale nella sentenza sul "Porcellum 1". E così è, nonostante qualche intervista rilasciata – dall'usignolo di turno – proprio per parare questa critica.

La Corte aveva posto in evidenza due mancanze rilevanti sul piano della costituzionalità della legge elettorale: il premio senza soglia e, perciò, tale che può avere una consistenza irragionevole (nelle elezione del febbraio 2013 il premio era risultato pari al 25,5%); e la mancanza del voto di preferenza che consenta all'elettore di scegliere il proprio rappresentante, posto che i partiti non possano sostituirsi al corpo elettorale e che l'art. 67 Cost. presuppone l'esistenza di un mandato conferito direttamente dagli elettori.

Perché la Corte ha censurato la normativa sul premio senza soglia? Perché consentiva "una eccessiva sovra-rappresentazione della lista di maggioranza relativa" (sono parole della Corte). Allora, se questo è il punto, il doppio turno di ballottaggio, per assegnare un premio a chi non ha raggiunto la soglia del 35% al primo turno, è una evidente "fraus constitutionis" e violazione del giudicato della Corte.

Il fatto è che non basta essere un buon politologo per individuare la "giusta" legge elettorale, è necessario essere anche un costituzionalista ferrato.

Nell'indicare l'incostituzionalità in relazione al premio e nel prescrivere la soglia, il giudice costituzionale ha indicato anche una regola implicita della disciplina del premio di maggioranza, e cioè che, se nessuna lista o coalizione raggiunge la soglia, la distribuzione dei seggi avviene solo attraverso il criterio proporzionale, proprio perché nessuna lista è legittimata ad usufruire del premio. A ciò serve l'indicazione della soglia.

Ora, non è possibile che ciò che esce dalla porta possa rientrare dalla finestra. La sovra-rappresentazione illegittima del primo turno non diventa legittima al secondo turno. Se si va al secondo turno è chiaro che il 18% di premio (che è già un premio alto) non è più sufficiente e comunque si passerebbe al secondo senza una soglia, per cui in caso di quattro poli forti si potrebbero dare coalizioni o liste attorno al 20/25% che al secondo turno possono prendere un premio del 28/33%. 


  PAG. SUCC. >


COMMENTI
24/01/2014 - Ahimè, ahimè (Luigi PATRINI)

Articolo interessante, che presenta ipotesi conclusive ...allucinanti, ma purtroppo verosimili. Ricordo che in passato chi ora è contrario fu favorevole alle preferenze: Silvio Berlusconi afferma la necessità di introdurre nella legge elettorale “una variante che consenta ai cittadini, e non alle forze politiche, di scegliere i candidati” (Congresso del Movimento di Scilipoti, 21 ottobre 2011), tesi confermata da Maurizio Gasparri: “il Pdl insisterà perché si scelgano le preferenze” (3 settembre 2012). Ancora Renato Brunetta, Giorgia Meloni e Guido Crosetto: “in Parlamento c'è chi si batterà fino all’ultimo per introdurre il sistema del voto di preferenza, che garantisce agli italiani la libertà di decidere direttamente da chi farsi rappresentare” (5 settembre 2012). Ancor prima Angelino Alfano aveva detto: “se la sinistra ci dice sì alle preferenze già questa sera si può chiudere l’intesa sulla legge elettorale” (25 luglio 2012). L’UDC poi fu l’unico partito che si oppose fin dall'inizio all’eliminazione delle preferenze prevista dal Porcellum; anche la sinistra era d’accordo: Massimo D'Alema, è favorevole al “voto di preferenza doppio, un uomo e una donna” (23 novembre 2010), posizione recentemente condivisa da Luigi Zanda: è “necessario che il Parlamento approvi una nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini il diritto di scegliere i propri parlamentari”. C'è chi conta sulla dimenticanza degli elettori!