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ITALICUM/ Zanon (Csm): preferenze, la soluzione c'è

Pubblicazione:sabato 25 gennaio 2014

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“La Consulta non ha mai affermato che la nostra Costituzione preveda un obbligo di introdurre delle preferenze. Le motivazioni della sentenza affermano piuttosto che il Porcellum è riuscito a riunire in un’unica norma un insieme straordinario di condizioni negative”. Lo spiega Nicolò Zanon, professore di Diritto costituzionale all’Università di Milano, mentre dalla Camera dei deputati è arrivato il primo sì sulla nuova legge elettorale basata su doppio turno e liste corte bloccate.

 

Professor Zanon, da un punto di vista costituzionale l’Italicum presenta gli stessi problemi del Porcellum?

Nelle motivazioni della Corte costituzionale si identificava come primo problema il fatto che il Porcellum consente lunghe liste di candidati che gli elettori non sono in grado di memorizzare. A ciò si aggiungeva il problema, ben più grave, delle pluri-candidature: la stessa persona poteva scegliere di candidarsi anche in tutte le circoscrizioni. I primi dei non eletti finivano così per dipendere dalla scelta dei pluri-eletti.

 

Insomma il problema non riguarda solo le preferenze?

Proprio così. Dalle motivazioni della sentenza emerge un insieme straordinario di condizioni negative che il Porcellum ha riunito in un’unica legge. Nell’Italicum al contrario le circoscrizioni sono molto più piccole e le liste molto più corte. Nella sentenza della Corte si fa un riferimento esplicito al fatto che in presenza di liste corte è quantomeno favorita la conoscibilità da parte dell’elettore. In termini strettamente giuridici, alla luce della sentenza della Consulta, non si può affermare che ci sia un vincolo costituzionale a favore della preferenza, che si potrebbe dedurre dal principio della libertà di voto e dall’idea della rappresentanza della nazione contenuti negli articoli 67 e 48. Sul piano politico invece sono possibili altri ragionamenti, e gli argomenti a favore o contro le preferenze sono tanti.

 

Per Roberto D’Alimonte le preferenze non favorirebbero il voto d’opinione bensì “metodi clientelari, se non addirittura criminali”. Lei che cosa ne pensa?


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COMMENTI
25/01/2014 - Una sola preferenza è più che sufficiente (Giuseppe Crippa)

Francamente non capisco quale soluzione indichi il prof. Zanon per convincere PD e Forza Italia ad accettare il fatto che l’elettore possa esprimere una preferenza. Vorrei comunque sottolineare il fatto che non mi pare, a differenza di quanto sembri supporre l’intervistato, che ci siano partiti che chiedano più di una preferenza.