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RENZI vs CUPERLO/ Adinolfi: il Pd o diventa Popolare o muore

Pubblicazione:domenica 26 gennaio 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Di mezzo ci sono stati il disastro elettorale e l'incapacità di una sinistra arcaica di avere un qualche elemento di sintonia con il Paese. Per i vertici del Pd, Renzi era il nemico pubblico numero uno, e all'improvviso è diventato l'ancora di salvezza. Per usare l'espressione di Asor Rosa, Renzi è "antropologicamente" altra cosa rispetto alla sinistra arcaica. Questa differenza si è vista tutta nel corso del dibattito sulla legge elettorale.

 

In che modo sta evolvendo il centrosinistra italiano?

La sinistra che vuole vincere è un'altra rispetto a quella novecentesca che ci hanno spacciato in questi anni, e che non a caso non ha mai vinto. In due occasioni ha vinto Romano Prodi, cioè un cattolico democratico. Ancora una volta oggi per avere uno slancio di innovazione a sinistra si ricorre alla radice cattolico-democratica. C'è anche una coincidenza temporale incredibile. L'accordo Renzi-Berlusconi viene stilato il 18 gennaio, che è la data di nascita del Partito Popolare di Sturzo nel 1919 e del Ppi di Mino Martinazzoli nel 1994...

 

Pure coincidenze?

Il fatto che l'accordo sia quello del 18 gennaio è un segno e non solamente una coincidenza. A firmarlo sono non a caso Matteo Renzi, già segretario del Partito Popolare di Firenze, e Silvio Berlusconi, leader della principale forza italiana che aderisce al Partito Popolare Europeo, con la controfirma politica di Enrico Letta e di Dario Franceschini, entrambi già vicesegretari nazionali del Ppi, nonché di Angelino Alfano, già leader dei Giovani Popolari Siciliani. E' la matrice popolare ad essere la forza realmente riformista in questo Paese.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
26/01/2014 - Popolare o muore? Purtroppo no (o non ancora) (Giuseppe Crippa)

Dato che purtroppo in quelle pseudo democrazie che sono i partiti i voti si pesano e non si contano, temo che la valutazione di Adinolfi della forza della componente di sinistra del PD sia errata per difetto: non possiamo infatti dimenticare i legami di detta componente col mondo, tutt’atro che economicamente in crisi, delle cooperative rosse. Quanto al fatto che molti ex popolari (italiani) siano in questo momento protagonisti della scena politica, ciò non può che farmi piacere, anche se mi manca molto la presenza di un altro importante ex popolare, Rocco Buttiglione, che fu segretario del PPI per un intero anno (da luglio 1994 al luglio 1995)