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RENZI vs CUPERLO/ Adinolfi: il Pd o diventa Popolare o muore

Pubblicazione:domenica 26 gennaio 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

"La sinistra del Pd è minoritaria numericamente, politicamente e culturalmente, al punto che ormai è del tutto marginalizzata. L'unica matrice che può risultare vincitrice è quella cattolico-democratica e popolare rappresentata da Matteo Renzi". È la lettura di Mario Adinolfi, politico, blogger e giornalista, ex Pd, sul travaglio interno al Pd che ha portato alle dimissioni dalla presidenza di Gianni Cuperlo. "Mi dimetto perché sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che non può piegare verso l'omologazione, di linguaggio e pensiero" ha scritto martedì, dimettendosi, Gianni Cuperlo in una lettera al segretario Matteo Renzi. La rottura non è risultata sanabile. Renzi, accusato di conduzione monocratica da parte di Cuperlo, ha accettato le critiche e risposto a sua volta con una lettera all'ex presidente, in cui respinge l'accusa di aver voluto offendere Cuperlo a livello personale. "La sinistra del Pd ha un mero problema di potere" spiega Adinolfi.

 

Adinolfi, che cosa sta accadendo realmente all'interno del Pd?

La sinistra del Pd ha un mero problema di potere. Il 25 febbraio 2013 ha conquistato oltre 300 parlamentari, grazie alle Parlamentarie farsa del dicembre precedente, e alle prossime elezioni rischia di rimanere con 30 deputati in tutto. Quantomeno se il Senato sarà abolito e i rapporti di forza resteranno quelli che hanno portato Cuperlo al di sotto del 20 per cento all'interno del partito. La sinistra del Pd strepita per la paura di scomparire.

 

Vuole dire che è un braccio di ferro privo di reali contenuti?

Fondamentalmente sì. I colonnelli del Pd che negli anni hanno fatto una serie di dichiarazioni contro le preferenze all'improvviso sono diventati fautori delle preferenze stesse. La povertà culturale e politica di questo "ribaltone" è impressionante. Cuperlo del resto ama spacciarsi per una persona colta mentre la realtà è ben diversa, è un laureato al Dams e martedì lo ha dimostrato. La sinistra del Pd è minoritaria numericamente, politicamente e culturalmente, al punto che ormai è totalmente marginalizzata.

 

Per Cuperlo riabilitare Berlusconi è stato un errore. Dal punto di vista della sinistra non è un ragionamento sensato?

No, non ha senso perché Berlusconi volenti o nolenti ha il consenso di milioni e milioni di italiani, e ciò lo legittima politicamente al di là dei suoi guai giudiziari. Dopo il risultato conseguito alle Primarie, era doveroso che Renzi costruisse l'accordo con Berlusconi perché sono i due maggiori partiti che hanno la maggioranza assoluta e il consenso degli italiani. Fare la riforma elettorale a colpi di maggioranza di governo sarebbe stato un errore gravissimo dal punto di vista istituzionale, tanto è vero che contestai duramente questo metodo quando a farlo proprio fu il centrodestra con il Porcellum.

 

Alle Primarie del 2012 la sinistra del Pd aveva stravinto. Che cosa è avvenuto nel frattempo?


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COMMENTI
26/01/2014 - Popolare o muore? Purtroppo no (o non ancora) (Giuseppe Crippa)

Dato che purtroppo in quelle pseudo democrazie che sono i partiti i voti si pesano e non si contano, temo che la valutazione di Adinolfi della forza della componente di sinistra del PD sia errata per difetto: non possiamo infatti dimenticare i legami di detta componente col mondo, tutt’atro che economicamente in crisi, delle cooperative rosse. Quanto al fatto che molti ex popolari (italiani) siano in questo momento protagonisti della scena politica, ciò non può che farmi piacere, anche se mi manca molto la presenza di un altro importante ex popolare, Rocco Buttiglione, che fu segretario del PPI per un intero anno (da luglio 1994 al luglio 1995)