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SCENARIO/ Il tappo, la bottiglia e il quid dei moderati

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

Senonché le condizioni necessarie, e non sufficienti, perché questo seme non cada nel deserto sono un sistema elettorale che non uccida l’embrione, una netta collocazione del soggetto politico in posizione alternativa al centro-sinistra, se non in termini di categorie politiche in termini di constituency, di blocco sociale di riferimento che non potrebbe essere che quello dei “produttori”, una linea politica che, superando anche per queste vie l’anomalia italiana, lo raccordi ai maggiori partiti di centro destra europei e dunque lo ponga in posizione irrimediabilmente critica con il ventennio berlusconiano (un partito “diversamente thatcheriano” o “diversamente merkeliano” …), una classe dirigente (per quanto giusto e possibile) nuova con un orizzonte di lungo periodo che accetti serenamente, tra i suoi passaggi di crescita, la sconfitta alle prossime elezioni ed un fase di opposizione al “renzismo”. Condizioni necessarie  ma non sufficienti. Lo start-up di un partito, se non hai “Publitalia” alle spalle ed una robusta attrezzatura economica e mediatica, non è cosa da poco. Se poi hai, come naturale competitor un partito invece dotato di quei mezzi ed ancora molto forte demoscopicamente, l’opera appare davvero improba.

Tuttavia questa situazione di stallo,  che nel diritto della concorrenza (in questo caso del mercato politico) è considerata sub-ottimale, non andrebbe letta sub species aeternitatis. Perché la politica italiana è oggi una metaforica banchisa artica, solo apparentemente solida, in realtà nessuno sa quale sarà la sua prossima forma. Il segreto di pulcinella di cui parla il direttore Ferrara è la ormai decisa successione in casa di Marina affiancata da uno stuolo di “volti nuovi”, nella continuità della linea aziendalista, quando i tempi lo richiederanno.  Questo paese, è noto, non ha (più) poteri forti. Ma interessi organizzati si. In quel passaggio, che sarà cruciale per gli assetti politici futuri italiani ed europei, questi interessi rimarranno alla finestra o  vorranno essere parte attiva per aiutare a superare la zoppia italiana mettendosi al servizio di un progetto di ristrutturazione del centro-destra italiano? 



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