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DIETRO LE QUINTE/ Le mosse di Renzi per prendersi i voti di Berlusconi

Pubblicazione:lunedì 27 gennaio 2014

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Da parte sua Enrico Letta, proprio sul tema che vede ancora fragile Renzi, è apparso anch'egli traballante. Il ministro dell'economia è oggi il punto di maggiore debolezza del governo con il rischio di logorare Alfano. L'alternativa centrista a Berlusconi non è riuscita a decollare in questi due anni, nonostante i tentativi, perché a cominciare da Monti si è presentata con il volto della tassazione senza sostanziali tagli alla spesa pubblica. I costi della politica (stipendi e auto blu) sono palliativi mediatici. 

La paura di altre tasse è lo "zoccolo duro" di Berlusconi che può anche dilatarsi nella scelta finale dell'esercito degli "indecisi" che attualmente si sottrae ai radar dei sondaggisti.

Di certo se la legge elettorale va in porto Matteo Renzi si accredita come leader concreto e innovativo.

La minaccia di bocciarla – a tradimento – nel voto segreto non sembra credibile in quanto in quel caso, a ragione, Renzi avrebbe il consenso del capo dello Stato a sciogliere un Parlamento di nominati incapace e/o contrario di fronte alla necessità di riforme elettorali e istituzionali.

I "pro" e i "contro" sulle preferenze possono servire per contare gli schieramenti sulla carta, ma è difficile che determinino uno scontro parlamentare fino al voto segreto. L'argomento non è popolare anche se le motivazioni sono sensate: le preferenze esistono per eleggere nei Comuni, nelle Regioni e nel Parlamento europeo e l'alternativa delle "primarie" non è molto convincente in quanto si tratta pur sempre di preferenze che possono venire ancor più facilmente organizzate e controllate da "boss" territoriali, spostate o acquisite a "pacchetti". Ma quella sulle preferenze è una battaglia di retroguardia che non appassiona l'opinione pubblica. Ormai il "potere" che l'elettore sente come proprio consiste nell'indicare la coalizione vincente e il suo leader. Il singolo parlamentare è troppo "in basso" per essere considerato dall'elettore il proprio rappresentante. Ci si sente gratificati e rappresentati se si vota una "celebrità", nel decidere chi tra i "grandi leader"− showman che gareggiano sugli schermi televisivi − sarà il vincente. 

Il sistema politico è in continua fibrillazione e trasformazione. Non sono ipotizzabili ritorni al passato. Un tempo le segreterie dei partiti (soprattutto di sinistra) erano definite "sancta sanctorum" o "stato maggiore". Oggi sono "staff" omogenei, esecutivi e obbedienti. È un bene? E' un male? È comunque un processo che continua ad accentuarsi con commenti prevalentemente favorevoli.



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COMMENTI
27/01/2014 - E' così, ma non vale la pena reagire? (Luigi PATRINI)

Nella parte conclusiva l'articolo è certo veritiero e fotografa bene la realtà di un Paese rovinato dalle comunicazioni di massa e dall'individualismo, nel quale il Popolo è stato ridotto dal bipolarismo muscolare ad essere massa di tifosi senza anima. Sarà proprio così? Forse sì, ma è una situazione che si deve subire, senza neppur tentare di reagire?

 
27/01/2014 - Illusioni (Carlo Cerofolini)

Ma a parte le chiacchiere, cosa ha mai fatto Renzi nella vita – a parte il politico di professione, con scarsi risultati (venire a Firenze per credere) e comunque quasi sempre grazie all’intervento di soldi pubblici, Cdp compresa - per pensare che sia un leader che possa portare l’Italia fuori dai guai in cui si trova? E poi quali sono le sue concrete proposte, attuabili ben inteso, per farlo? Ma non si è capito, o non si vuol capire che se si vuol risolvere occorre avere un governo un governo “forte” e quindi se non si cambia la Costituzione o in senso Presidenzialista o che consenta un premierato forte all’inglese, chiunque sia al governo, più che fare il curatore fallimentare dell’Italia non potrà fare, come ben hanno dimostrato gli ultimi 20 anni in cui ci sono stati ben tre sistemi elettorali: proporzionale, mattarelllum e ultimo il porcellum e con il centrodestra nel 2008 avente una maggioranza schiacciante e tutti sappiamo come è andata a finire?