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DIETRO LE QUINTE/ Le mosse di Renzi per prendersi i voti di Berlusconi

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

Il ministro Del Rio, che pur fa da paciere, dipinge Enrico Letta e Matteo Renzi come "due giocatori che non si parlano negli spogliatoi". È certamente un fatto negativo per la situazione nazionale, ma, d'altra parte, che il segretario del partito di maggioranza relativa voglia fare il capo del governo è una "regola" sin da quando Aldo Moro stava a Piazza del Gesù e Amintore Fanfani a Palazzo Chigi fino a Massimo D'Alema contro Romano Prodi. 

Matteo Renzi sta però gestendo la modifica della legge elettorale ottenendo già risultati importanti. Il primo è quello di essere uscito dalla dimensione del "grillo parlante", del controcanto negativo di chi segue passivamente il "fare" del governo Letta. Oggi anche Renzi è sulla scena del "fare" ed ha guadagnato terreno. 

Gli si rimprovera di aver riportato sulla scena Berlusconi. Ma proprio questo è un risultato che per Renzi offre due vantaggi. Il primo consiste nell'evitare un rinnovamento e un rilancio dell'alternativa di centro-destra. Renzi e il Pd hanno tutto l'interesse ad avere contro, nel momento elettorale, o un Berlusconi assediato o, come è più probabile, un suo "uomo (o donna) di paglia" piuttosto che un leader nuovo con una personalità autonoma e credibile. 

A ciò si aggiunge un altro vantaggio non secondario. L'archiviazione dell'antiberlusconismo, il "Caimano" nella sede del Pd e conseguentemente l'esaltazione tributata a Renzi da Berlusconi e dai suoi media hanno aperto le porte ad una penetrazione del leader del Pd nell'elettorato moderato ed anche tradizionalmente berlusconiano. 

Oggi la forza di attrazione di Berlusconi non è nel suscitare attese per il suo agire. Ha più volte vinto le elezioni senza – per sua ammissione – riuscire a realizzare i propri progetti e sfasciando la maggioranza. Colpa dei traditori, dei magistrati, degli organi di garanzia faziosi? Può darsi. Il Cavaliere comunque non è un leader del "fare" e il suo partito ha le sembianze del "vertice di famiglia e di azienda". Ma Berlusconi ha pur sempre - come si è visto nel 2013 - un grande consenso basato essenzialmente su due "paure" ben radicate: per la sinistra illiberale e per la sinistra delle tasse.

La prima paura Renzi l'ha in buona parte smontata con un riconoscimento che gli viene dallo stesso Berlusconi. Per il sindaco di Firenze rimane quindi da superare lo scoglio di un'immagine di politica economica che non sia punitiva verso il ceto medio e l'imprenditoria media e piccola. Finora, in proposito, Renzi ha fatto affermazioni generiche e i suoi collaboratori ne hanno fatte di imprudenti ed anche inquietanti.


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COMMENTI
27/01/2014 - E' così, ma non vale la pena reagire? (Luigi PATRINI)

Nella parte conclusiva l'articolo è certo veritiero e fotografa bene la realtà di un Paese rovinato dalle comunicazioni di massa e dall'individualismo, nel quale il Popolo è stato ridotto dal bipolarismo muscolare ad essere massa di tifosi senza anima. Sarà proprio così? Forse sì, ma è una situazione che si deve subire, senza neppur tentare di reagire?

 
27/01/2014 - Illusioni (Carlo Cerofolini)

Ma a parte le chiacchiere, cosa ha mai fatto Renzi nella vita – a parte il politico di professione, con scarsi risultati (venire a Firenze per credere) e comunque quasi sempre grazie all’intervento di soldi pubblici, Cdp compresa - per pensare che sia un leader che possa portare l’Italia fuori dai guai in cui si trova? E poi quali sono le sue concrete proposte, attuabili ben inteso, per farlo? Ma non si è capito, o non si vuol capire che se si vuol risolvere occorre avere un governo un governo “forte” e quindi se non si cambia la Costituzione o in senso Presidenzialista o che consenta un premierato forte all’inglese, chiunque sia al governo, più che fare il curatore fallimentare dell’Italia non potrà fare, come ben hanno dimostrato gli ultimi 20 anni in cui ci sono stati ben tre sistemi elettorali: proporzionale, mattarelllum e ultimo il porcellum e con il centrodestra nel 2008 avente una maggioranza schiacciante e tutti sappiamo come è andata a finire?