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Politica

IL CASO/ Formigoni: l'alleanza con Berlusconi non è scontata, ecco le nostre condizioni

Roberto Formigoni (Infophoto)Roberto Formigoni (Infophoto)

All’orizzonte in questo momento ci sono le Europee di primavera che sono delle elezioni di tipo proporzionale. Quello che ci interessa ora è rendere forte il nostro partito, far conoscere il nostro simbolo, le nostre persone e i nostri programmi. Quando si porrà il tema delle elezioni politiche, non prima del 2015, lo affronteremo. Noi faremo una proposta molto chiara di programma e di Primarie, chi vorrà allearsi con noi risponderà di sì. Spetterà ad altri dire se vorranno allearsi con noi, non a noi.

 

Anche l’alleanza di governo con il Pd di Renzi è a rischio?

Il Pd di Renzi deve dire se quello di Letta è il suo governo o no. Renzi non può andare avanti un giorno sì e l’altro pure a bacchettare Letta che è il suo presidente del Consiglio. Non si può pensare di governare un anno con il Partito democratico che critica ogni giorno il suo stesso premier. Finora Renzi ha giocato, adesso è il momento di uscire dall’ambiguità. Se questo è il suo governo, il segretario del Pd deve avere un atteggiamento diverso, indicando qualche ministro e delle linee programmatiche. Se invece non è il suo governo lo dica chiaramente, e allora si andrà tutti su un’altra strada.

 

Quanto conta da questo punto di vista la questione delle preferenze?

Ormai abbiamo capito tutti che a non volere le preferenze è Forza Italia. Non è che questo fatto sarà indifferente quando si tratterà di costruire le alleanze. Ncd e Fratelli d’Italia hanno detto che le preferenze ci vogliono, Forza Italia è l’unica che si intestardisce a dire di no e in questo modo sta logorando i rapporti. Meglio quindi che Berlusconi lo sappia fin da subito, anziché trovarsi all’ultimo momento con Forza Italia che per diritto divino pensava di poter costruire un’alleanza che alla fine non si farà.

 

Che cosa ne pensa dell’elezione diretta del premier?

Sono d’accordo con il mio amico Maurizio Sacconi che ha chiesto di tornare a discuterne, e non si capisce perché il tema non sia stato affrontato nei colloqui Renzi-Berlusconi. Il Cavaliere ne aveva fatto un suo cavallo di battaglia, mi domando perché non ne abbia parlato con il segretario del Pd. Renzi aveva proposto il sindaco d’Italia, che è una sorta di elezione diretta del premier, ma poi senza spiegazione alcuna ha abbandonato questo tema. Anche questa è un’altra cosa che sta a cuore ai cittadini, che vorrebbero poter indicare ed eleggere direttamente il premier, come avviene con il sindaco o con il presidente di Regione.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
27/01/2014 - Inutile insistere (Carlo Cerofolini)

Come bene il passato insegna, è inutile insistere perché senza la riforma della Costituzione in senso presidenzialista o di premierato forte all’inglese non c’è né riforma elettorale che tenga né programmi e/o alleanze che ci possano salvare da una fine rovinosa, stretti come saremo fra la l’imbellità interna e gli iugulatori diktat Ue a trazione germanica. Perché si insiste a non volerne prendere atto? Usque tandem…

 
27/01/2014 - interessante (Claudio Baleani)

E' un discorso interessante, impegnativo. Anche un pò stressante. Chissà se Formigoni se la sente di continuare il solito tran tran o non abbia bisogno di una vacanza. E chissà che ne pensa il segretario del suo partito, Alfano?

 
27/01/2014 - berlusconi / nuovo (?) centro destra (ottavio di stanislao)

Il centro destra italiano (con tutte le sue contraddizioni)è una creatura di Berlusconi. Fino a ché ci sarà lui non credo sia possibile pensare forme di legittimazione diverse dalla sua investitura. E' come voler progettare il dopo-Berlusconi con il consenso ... di Berlusconi. D'altronde non si può immaginare il dopo-Berlusconi senza analizzare seriamente ciò che è avvenuto negli ultimi venti anni. Lo stesso Formigoni ammette che tanti programmi enunciati in varie campagne elettorali non sono stati realizzati nonostante le ripetute vittorie e la permanenza record al governo. Sarebbe quindi opportuno valutare realisticamente che cosa ha prodotto il bipolarismo italiano e ragionare di contenuti non illudendosi di poter lucrare una rendita di posizione in una collocazione da diversamente-berlusconiani.