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SCENARIO/ De Girolamo e le preferenze "smontano" il governo Letta

Enrico Letta (Infophoto) Enrico Letta (Infophoto)

Del resto, se la De Girolamo è scivolata sulle intercettazioni telefoniche, difficilmente potrà resistere ancora Anna Maria Cancellieri. Ora Renzi è a un bivio: l'idea di andare al voto a giugno non lo appassiona, perché probabilmente vorrebbe dire votare con il "consultellum", il sistema risultante dalla sentenza della Corte costituzionale, proporzionale puro con le preferenze. Vorrebbe dire essere condannato a fare le larghe intese, con Berlusconi e non con Alfano. 

Da qui la necessità di puntellare Letta, anche per l'incertezza di cosa farebbe Napolitano nel caso in cui il fragile quadro politico costruito attorno alle riforme dovesse franare. Il capo dello Stato vivrebbe lo scioglimento delle Camere come l'ammissione del proprio fallimento, e i quirinalisti si esercitano a prevedere se le sue dimissioni arriverebbero prima del voto (per non dover firmare il decreto di scioglimento), oppure non appena insediato il nuovo parlamento (magari con un annuncio "a tempo", stile papa Benedetto XVI). 

Confusione massima, insomma. Nella settimana in cui la riforma elettorale approderà nell'aula della Camera, e ciascuno dovrà assumersi le proprie responsabilità, è sempre più chiaro che le riforme si faranno solo se l'asse Renzi-Berlusconi reggerà. Il sindaco-segretario ne pare tanto convinto da lanciare il suo monito via twitter: "I conservatori non mollano, resistono, sperano nella palude. Ma Italia cambierà, dalla legge elettorale al lavoro. Questa è la volta buona". Lui, di sicuro,  ci si gioca la faccia.

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COMMENTI
27/01/2014 - Come riempire con il vuoto il nulla (Carlo Cerofolini)

Disquisire sulla legge elettorale, senza rendersi conto (?) che se non si cambia la Costituzione in senso presidenzialista o di premierato forte all’inglese mai l’Italia sarà governabile, è semplicemente continuare a voler prendere in giro gli italiani riempiendo – al solito – con il vuoto il nulla.

 
27/01/2014 - Quelli che ... (Luigi PATRINI)

La situazione è davvero molto grave, ma forse se ne uscirà per un ...miracolo: ogni tanto capitano! I miei studenti di Liceo, nei miei ultimi anni di insegnamento prima della pensione, non sapevano neppure cosa fosse l'Unione Sovietica! Ed io avrei scommesso che sarei morto prima della sua fine!!! Più che l'esempio di Casini, però, varrebbe la pena citare la vicenda di Formigoni che in tempi recenti ha finalmente capito di che pasta è il Cav., riconoscendo che, alle Regionali del 2010, lo "ha trattato male" impedendogli di fare una sua "lista del presidente". Le preferenze, come ho segnalato qualche giorno fa in un commento, le voleva anche Berlusconi, ora non le vuole e si capisce perché; capisco bene i limiti che esse hanno, ma eliminarle in un momento in cui la politica ha perso quasi del tutto la sua credibilità, è proprio segno di caparbia insipienza e spero che gli elettori se ne rendano conto. Ma perché lasciarle a a tutti gli altri livelli elettivi? La saggezza popolare ci ricorda che "Quelli che Dio vuol perdere li confonde": forse è un po' esagerata, ma ha del vero, almeno nei desideri del popolo...

 
27/01/2014 - C'è chi smonta e chi rimonta. (claudia mazzola)

E' sempre la stessa solfa in politica.Però non voglio fare come molti progressisti infastiditi dal mondo che non gli corrisponde, io amo questa realtà, politica compresa!