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LEGGE ELETTORALE/ Quagliariello: bene il "sindaco d'Italia", ora Renzi parli con noi

Pubblicazione:venerdì 3 gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento:venerdì 3 gennaio 2014, 8.44

Il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello (Infophoto) Il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello (Infophoto)

Questi sono tutti problemi tecnici che si vedranno successivamente. In una lettera si riescono soltanto a formulare dei principi molto vaghi, quindi sarà necessario approfondire tutto.

Qual è il significato politico del fatto che Renzi abbia incluso anche quella che originariamente era la proposta del centrodestra?
Se Renzi vuole davvero fare le riforme non ha alternative.

Nel dichiarare che è pronto a votare fin da subito la legge elettorale sul modello dei sindaci, Alfano ha in qualche modo messo Renzi con le "spalle al muro"?
No, non mi pare proprio. Come forza politica abbiamo tutto il diritto di esprimere le nostre opinioni e le nostre preferenze.

Che cosa ne pensa, dal punto di vista del metodo, del fatto che Renzi abbia presentato una rosa di tre proposte anziché una sola?
Mi sembra un modo per innescare il dibattito, l'importante è che la legge elettorale alla fine si faccia. Le questioni di metodo lasciamole sullo sfondo. La cosa importante è che insieme alla legge elettorale si approvi anche quella sul bicameralismo. Se ci sono due Camere che danno la fiducia, nessuna legge sarà mai in grado di dare stabilità.

L'elezione del presidente del Consiglio con il doppio turno andrebbe in una direzione semipresidenzialista?
No, qui stiamo discutendo solo della legge elettorale, non di una riforma che investa la forma di governo. Si tratta di due cose differenti. Anche se implicitamente la riforma sul modello del doppio turno di coalizione dei sindaci darebbe al premier un'investitura popolare più forte. Ciò potrebbe però convivere tranquillamente con la forma istituzionale della democrazia parlamentare, in quanto si tratterebbe solo di un rafforzamento implicito. Si potrebbe poi lavorare successivamente per migliorare anche la forma di governo, ma questo esula dal programma dei 18 mesi.

(Pietro Vernizzi)



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