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ACCORDO RENZI-B./ Mauro: non si può far fuori Beppe Grillo (e noi) per legge

Mario Mauro (Infophoto) Mario Mauro (Infophoto)

Non è un'obiezione seria. Quando si fanno le regole del gioco bisogna pensare a tutti quelli che si vogliono iscrivere al campionato, non a chi viene alla riunione dove si decide come tracciare le linee del campo. È una preoccupazione che dovrebbe valere per tutti i partiti che volessero nascere in futuro, anche fuori dalla cultura di coalizione di centrosinistra e centrodestra.

E dove va a finire il bipolarismo?
Quello che ci siamo sentiti ripetere in tutti questi anni − o si sta da una parte o si sta dall'altra − non è necessariamente vero. Quanti sono quelli che lo vogliono? Lei lo sa? Le parla uno che avrebbe voluto dire no a questa falsa alternativa dando vita a un forte centro.

Il terzo polo è sempre fallito.
La verità è che c'è una realtà, nella vita politica italiana, che ha realizzato questo obiettivo − non quello del centro, ma della terza forza − dandosi un suo specifico programma. Che io non condivido, che reputo anche pericoloso per la vita del paese, ma che non posso far finta che non esista, perché verrei meno al principio più elementare della democrazia.

Cosa farete?
Mi auguro che alcuni meccanismi della nuova legge invoglino le realtà politiche che oggi appaiono residue a dar vita a un centro grande e forte, che sia argine vero al populismo e all'estremismo. Questo intendo costruire.

Si fa presto a dire centro. Tutti coloro che dicono di farne parte lo vedono a modo loro. Lei che cosa intende?
Una realtà alternativa alla sinistra, ma altrettanto determinata a mettere un paletto rigoroso ai poulismi della nostra destra, compreso quello abbracciato in tempi recenti da uno spento e sbiadito Berlusconi.

I suoi interlocutori ideali chi sono? Alfano? Casini?
Tutti. Compresa la stessa Scelta civica. Non può essere il problema di qualche dissapore tattico a bloccarci. Ma occorre avere il coraggio di riconoscere che ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci divide. E perseguire questo scopo.

Lei dice che l'accordo sull'Italicum chiude la porta in faccia alla realtà. C'è il rischio che quella realtà rientri dalla finestra?
Mi limito a osservare che secondo un sondaggio di Repubblica c'è un 30% di italiani disposto a fare a meno della democrazia. Teniamolo a mente.

Quali ripercussioni avrà questo accordo sul governo Letta?
Penso che un accordo sulla legge elettorale non possa che essere una buona notizia per il governo, stimando che le intenzioni di Renzi siano corrispondenti a ciò che dice, e cioè imprimere un'accelerazione all'azione di governo e non farlo cadere.

Lo si fa stando fuori e punzecchiando Letta o, come chiede Alfano, mettendo nuovi ministri renziani nell'esecutivo?


COMMENTI
01/02/2014 - storia infinita: le preferenze (roberto cagnoni)

Ero bambino quando, nella prima repubblica, vigeva un sistema elettorale proporzionale con le preferenze. E' passata tanta acqua sotto i ponti e, oggigiorno, stiamo ancora discutendo su preferenze si o preferenze no. Io penso che il problema di una buona politica non dipende da tutto ciò. Penso che sono uomini leali che determinano una buona politica, che sono le conoscenze e le competenze la possibilità di migliorare l'attività della politica. Del resto il sistema elettorale, da solo, non ripristina la legalità e le regole non bastano per eliminare la corruzione e gli sprechi. Tornando alle preferenze in un sistema clientelare ... abbiamo già sperimentato i risultati. Io penso che le preferenze devono essere il risultato di una buona ed efficace azione di selezione del partito improntata alla professionalità. Insomma non dobbiamo caricare la politica di troppa ideologia. Penso che le primarie per selezionare le preferenze possono essere una buona integrazione con l'azione di proposta dei partiti. Naturalmente si dovrebbe tornare ad una partecipazione alla vita del partito e non delegare e lamentarsi. Del resto nelle elezioni regionali, comunali esistono la preferenze ma non mi sembra che siano state un argine al dilagare degli sprechi, per non parlare di corruzione, che gridano vendetta di fronte a tanti poveri cristi che faticano a vivere ... mi sembra che ci siano due o più Italie ... forse sto aspettando un nuovo De Gasperi o sono solo un sognatore.

 
31/01/2014 - A presto, per il caffè! (Luigi PATRINI)

Caro Crippa, ha ragione: nella fretta sono stato impreciso; ma prendo atto che anche lei riconosce che il primo partito (di quella che allora si chiamava Casa della Libertà) che segnalò la grave stortura di abolire le preferenze fu proprio l’UDC. E' da quel momento che l'UDC ha ricominciato a fare scelte più giuste! Personalmente credo sia stato gravissimo abolirle e ridurle ad una sola: secondo me dovrebbero essere due, una da dare a chi anch’io conosco e stimo e l’altra da dare a chi magari non conosco personalmente ma che stimo perché è stimato da persone che conosco e stimo anch’io. Mi sembra sciocco e squallido dare due preferenze a due persone solo perchè sono di sesso diverso: le do volentieri a due uomini, o a due donne, o ad un uomo e una donna perché li stimo, non perché sono un uomo e una donna. Vive la différence o - come dicono gli inglesi - long life to difference! A presto per il caffè!

 
30/01/2014 - Preferisco non preferire (Santino Camonita)

Ho grande stima dell'on. Mauro, ma che bisogno c'era di fare un altro ennesimo partitino? E' inutile che si stracci le vesti sulla nuova legge elettorale, piuttosto perché non lavora insieme ad Alfano & c. per dar vita ad un un grande centro destra? A Berlusconi auguro di campare cent'anni, ma come tutti noi non è eterno… per cui bisogna muoversi in tempo per non disperdere poi il patrimonio dei moderati perché la politica esige realismo, sapere guardare al di là del proprio naso e compiere scelte coraggiose (fare un altro partitino di centro non è nessuna di queste). Poi, i fautori delle preferenze, mentono pur sapendo di mentire perché sanno benissimo che hanno portato al disastro attuale: per come è fatta la società italiana, le preferenze non funzionano, fanno danno (in altri stati no perché i cittadini concepiscono lo stare nella società in modo diverso, altra cultura); in Italia "ti voto se tu in cambio mi garantisci comunque un privilegio e chi se ne frega bene comune!". Le regioni sono un esempio eclatante: gente eletta con le preferenze e il risultato è sotto gli occhi di tutti (Sicilia in primis docet). La lista bloccata non è il massimo ma è il male minore, per cui caro Mauro & C. fatevene una ragione.

 
30/01/2014 - si riparte dal popolo (vincenzo ioculano)

L'onorevole Mario Mauro parla di un grande centro per arginare la sinistra e le derive populiste. Non credo che la maggior parte dei politici che siede al parlamento abbia tanta voglia di costruire un grande centro. Io direi di prestare attenzione alle modeste realtà che sorgono dal popolo, come movimenti o associazioni politico-culturali di aspirazione popolare, e da lì ripartire.

 
30/01/2014 - Si invece, caro Patrini, è proprio così (Giuseppe Crippa)

Caro Patrini, Le confermo che la legge n. 270 del 21 dicembre 2005 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre 2005, soprannominata "Porcellum", è stata votata da tutta la cosiddetta Casa delle Libertà e quindi anche dall’UdC. Allora i Democratici di Sinistra e la Margherita, ed anche per questo la loro odierna acquiescenza alla richiesta di Forza Italia di non reintrodurre la preferenza è censurabile, votarono contro. Quindi, se la coerenza fosse sempre un pregio, dovremmo darne atto al solo Berlusconi. Per fortuna l’ammettere di aver sbagliato è a mio avviso un pregio maggiore della coerenza e questo contribuisce a rivalutare un poco l’UdC. Peccato che Lei non abbia scommesso un caffè: a me piace vincere…

 
30/01/2014 - No, Crippa non è così (Luigi PATRINI)

Credo Crippa abbia commesso un piccolo errore: l'UDC è sempre stata contraria all'abolizione delle preferenze. Non così gli eredi di quello che fu il PCI.

 
30/01/2014 - Salviamoci con il presidenzialismo ecc.. (Carlo Cerofolini)

Non è il sistema elettorale che potrà salvare l’Italia dalla rovina, ma il Presidenzialismo, l’abolizione delle Regioni e l’uscita dall’euro - non dall’Ue – come il Regno Unito & C. Tanto per incominciare.

 
30/01/2014 - Se Grillo éun politico io sono miss Italia! (claudia mazzola)

Stimo moltissimo Mario Mauro ma non credo i grillini usciranno dalla politica. Il Grillo parlante si è preso una ciabattata da Pinocchio, ben venga, a smuovere le nostre coscenze ci vuole ben Altro!

 
30/01/2014 - Una precisazione (Giuseppe Crippa)

Il signor Assogna, col quale concordo a proposito dei grillini ma non sulle preferenze, ricorda molto male quando dice che anni fa (per la precisione 25, era il 1991) gli italiani hanno ripudiato le preferenze. In realtà l’oggetto di quel referendum era l’abolizione delle preferenze multiple, che effettivamente si prestano a manipolazioni della segretezza del voto, con il mantenimento di UNA preferenza UNICA, che poi ci è stata scippata con il “porcellum”, votato dai deputati e senatori di Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione dei Democratici Cristiani e Lega Nord nel 2005. A quanto pare, dei partiti sopra citati, uno solo si è ravveduto, ma troppo tardi.

 
30/01/2014 - 5 stelle (Pierluigi Assogna)

Mi pare ovvio che il M5S si sia sfilato da solo da qualsiasi ipotesi di intesa sulle regole del gioco, puntando esplicitamente ad avere il 51% dei voti, cosa che credo non raccoglieranno prima del 2500. Per quanto riguarda le preferenze, il fatto che le liste bloccate abbiano dato così scarsa prova di buon funzionamento è colpa della nulla affidabilità dei partiti nella selezione della propria classe dirigente. Affidarsi a questo punto a dei nomi di emeriti sconosciuti, senza avere il conforto di una selezione di alcun tipo tranne la possibilità di muovere grandi numeri, se va bene con i soldi e se va male con intimidazioni dlinquenziali, non giustifica un ritorno a un metodo che anni fa (non cento) in grandissima maggioranza avevamo ripudiato.

 
30/01/2014 - Forza Mauro! Per tutti: una scelta "personale"! (Luigi PATRINI)

Quanto dice Mauro è chiaro e preoccupante: come non condividere i suoi giudizi? Mauro è credibile, perché ha lasciato il PdL prima di tanti altri, che lo hanno lasciato dopo aver partecipato all'inaugurazione delle sedi della nuova Forza Italia insieme a Berlusconi, quando hanno capito che stavano perdendo posti di potere. E' davvero auspicabile che, lasciati da parte tanti rancori, quanti guidano i partiti di centro, più moderati e certo sensibili ai bisogni del Popolo, ricordando che la Politica deve unire e non contrapporre, sappiano trovare la forza di rinunciare ai particolari meno rilevanti per dare forza a ciò che veramente conta ed è più utile al bene dell'intera comunità: si mettano insieme, federandosi in un patto forte! E chi milita nell'UDC, in SC, nei gruppi moderati che pure ci sono in NCD, in PD e probabilmente anche in FI, non si facciano illudere da un proprio tornaconto personale o di partito: davanti a queste scelte siamo tutti costretti a scegliere "PERSONALMENTE", facendo appello ai Valori che ci guidano nella vita, obbedendo ad essi piuttosto che ai segretari dei partiti. Senza rinunciare alla nostra storia, ma capaci di leggere prima di tutto la REALTA'! La scelta esistenziale va fatta e rinnovata ogni giorno, solo così è vera e vitale! Anche l'appartenenza ad un partito va ri-decisa con convinzione ogni giorno! Con convinzione e responsabilità, come si sceglie ciò che è solo uno "strumento", non un valore assoluto.