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Politica

BETTINO RENZI/ Caro Lerner, il vecchio "decisionista" Craxi era un'altra cosa...

Bettino Craxi (1934-2000) (Infophoto)Bettino Craxi (1934-2000) (Infophoto)

E' proprio per questo che i paragoni sono piuttosto complicati. Del resto, il “contesto” di un grande scontro ideale, tra mondi contrapposti e in “guerra fredda” tra loro, quale era quello che viveva Craxi, non è possibile adattarlo a quello attuale, dove c'è una “cappa” di pensiero neo-liberista globale, che indubbiamente porta a una sorta di pensiero unico, che si deve solo amministrare nel modo più manageriale possibile e secondo lo schema della comunicazione moderna. Il vero problema di Matteo Renzi sarebbe di diventare un “decisionista”, rompendo questa ”cappa” globale, non facendo solo battute sul “Fassina, chi?” e ricordando sempre al suo partito che è diventato segretario con primarie a cui hanno partecipato milioni di elettori. In questo paragone che, francamente, al momento sembra improprio, affiora però una sorprendente curiosità. Perché andare a scomodare proprio Bettino Craxi, in questo momento? Perché fare paragoni tra “l'uomo nero” della cosiddetta “prima repubblica” e il più popolare, al momento, leader della non ancora nata “terza repubblica”? Interessate o meno, usate per attaccare o per sostenere, non è che è scattata, in questa esasperante ricerca di un leader, una specie di “operazione nostalgia”?

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