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IMPEACHMENT/ 1. Becchi (ideologo M5S): così faremo dimettere Napolitano

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Beppe Grillo insieme a parlamentari di M5S (Infophoto)  Beppe Grillo insieme a parlamentari di M5S (Infophoto)

Difficilmente la richiesta potrà essere accettata, ma non importa. E’ la portata simbolica del gesto ad essere rilevante: se si arriverà alla votazione in Parlamento, indipendentemente da quale sarà l’esito, Napolitano si ritroverà comunque a non essere più il presidente di tutti gli italiani, perché il Movimento 5 Stelle rappresenta comunque nove milioni di elettori.

 

Dovrebbe quindi dimettersi, proprio come fecero Giovanni Leone e Francesco Cossiga?

Certamente. In entrambi i casi, i presidenti scelsero di fare un passo indietro perché consapevoli del dirompente effetto politico che una richiesta del genere può avere. Un Capo dello Stato messo in stato di impeachment, anche se alla fine riuscirà a superare l'ostacolo, perde comunque di credibilità nell’opinione pubblica sia italiana che internazionale. Anche solo il fatto di giungere in aula per la votazione rappresenterebbe un successo per il Movimento 5 Stelle, visto che in passato non si è mai arrivati alla formalizzazione della messa in stato d’accusa.

 

Cosa crede farà Napolitano?

Quante volte Grillo ha auspicato le dimissioni del Capo dello Stato senza che poi avvenisse niente? La richiesta di impeachment è quindi solamente la conseguenza estrema di quanto fatto e detto in questi mesi, quindi direi che il comportamento del Movimento è stato assolutamente lineare e coerente.

 

Se la richiesta dovesse essere respinta come reagirà il Movimento 5 Stelle?

In nessun modo. L'M5S vuole semplicemente far aprire gli occhi agli italiani su quello che è avvenuto. Se la stampa e i giornali daranno spazio al dibattito che questa nostra richiesta susciterà, i cittadini potranno rendersi conto di tutto ciò che Napolitano e i partiti hanno fatto in questi anni.

 

Qual è stato il primo "errore" del Capo dello Stato?

Probabilmente il "colpo di Stato" di Mario Monti, voluto proprio da Napolitano. Da quel momento il nostro sistema è cambiato e ci siamo avviati verso un governo presidenziale, poi confermato con la rielezione del presidente della Repubblica. Credo sia quindi necessario utilizzare questa richiesta di impeachment per mostrare all’opinione pubblica ciò che è realmente avvenuto, sperando che gli italiani capiscano.

 

Lei parlava di impeachment già nell’ottobre scorso, quando scriveva che “costringere Napolitano alle dimissioni rappresenterebbe un atto politico fondamentale".

 In quel periodo non era ancora chiaro cosa avrebbe fatto il Movimento 5 Stelle a riguardo, ma da quel giorno si è via via concretizzata l’idea che ormai Napolitano avesse superato ogni limite. I parlamentari M5S non hanno tardato a mettersi al lavoro e a stilare il documento con cui hanno avanzato la richiesta di impeachment.

 

Crede che sia giusto procedere sia per via istituzionale (con l'impeachment) che incendiando le piazze (virtuali e non) con dichiarazioni tipo quelle di Sorial che ha definito Napolitano un "boia"?

 Giudico quelle parole decisamente sopra le righe e inopportune, ma dobbiamo comunque coglierne il senso. Il deputato voleva far capire, seppur con un'espressione infelice, che il presidente della Repubblica ha di fatto messo a tacere le opposizioni, in particolare il Movimento 5 Stelle. La dichiarazione può quindi essere considerata inadeguata, ma il significato rimane ed è certamente condivisibile.

 

(Claudio Perlini)



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