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IMPEACHMENT/ 1. Becchi (ideologo M5S): così faremo dimettere Napolitano

Il Movimento 5 Stelle ha presentato la richiesta di impeachment contro il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, accusato di "attentato alla Costituzione". Il commento di PAOLO BECCHI

Beppe Grillo insieme a parlamentari di M5S (Infophoto) Beppe Grillo insieme a parlamentari di M5S (Infophoto)

"L’impeachment è il momento in cui il Parlamento valuta la condotta del Re: sulla base della Costituzione lo accusa, lo giudica e lo condanna politicamente". Dopo le parole, scritte da Paolo Becchi nell’ottobre dello scorso anno, il Movimento 5 Stelle è passato ai fatti e ha presentato in entrambi i rami del Parlamento la denuncia per la messa in stato di accusa del presidente della Repubblica. Napolitano, recita il testo stilato dai parlamentari M5S, "non sta svolgendo il suo mandato in armonia con i compiti e le funzioni assegnatigli dalla Costituzione" e avrebbe "abusato dei suoi poteri e violato i suoi doveri", alterando il sistema costituzionale repubblicano. Non si sono fatte attendere le reazioni del mondo politico: il capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza, ha parlato di "atto scellerato volto solo a far saltare le fondamenta del nostro sistema democratico", mentre il ministro della Difesa Mario Mauro si è detto "sdegnato come cittadino e parlamentare per i gravissimi e indecorosi attacchi al Capo dello Stato". In attesa di capire in che modo evolverà la vicenda, IlSussidiario.net ha rivolto qualche domanda al professor Paolo Becchi, l’ideologo del Movimento 5 Stelle e colui che in qualche modo ha ispirato la messa in stato di accusa del presidente della Repubblica.

Professor Becchi, su cosa si basa la richiesta di impeachment?

I motivi sono diversi, ma c'è un dato di fatto ormai evidente. Napolitano non può più essere considerato il custode e il garante della Costituzione, come invece prevede il nostro ordinamento. Il suo potere dovrebbe essere neutrale, ma non lo è più da tempo.

Si può parlare addirittura di attentato alla Costituzione?

Certo, perché Napolitano ha assunto un ruolo politico che la nostra Costituzione non prevede. Quella italiana è ancora una Repubblica parlamentare, ma è chiaro che siamo ormai approdati a un governo presidenziale in cui la linea politica non è più dettata dall’esecutivo ma dal Capo dello Stato. Mi sembra poi paradossale che proprio Napolitano stia spingendo per lo smembramento della Costituzione, perché di questo si tratta, quando invece dovrebbero essere le forze politiche a modificarla, applicando le norme costituzionali per la sua revisione. E’ inaccettabile che l’artefice di questo cambiamento sia il presidente della Repubblica, il quale dovrebbe invece mantenersi assolutamente neutrale nel dibattito politico. Insomma, il Capo dello stato non può essere il rappresentante della maggioranza di governo...

Ricordiamo le polemiche durante la crisi del governo Letta, quando Napolitano aveva avviato le consultazioni convocando solamente i partiti di maggioranza.

In quel caso si è toccato il fondo e Napolitano convocò anche il Movimento 5 Stelle solo dopo le insistenti proteste. Tutti questi elementi confermano il fatto che il Capo dello Stato ha davvero superato ogni limite, quindi credo che le argomentazioni contenute nella messa in stato di accusa per attentato alla Costituzione siano assolutamente valide. La richiesta conferma inoltre la grande coerenza di Beppe Grillo che, durante il messaggio di fine anno, aveva annunciato l'impeachment entro la fine di gennaio, e così è stato.

Adesso cosa accadrà?