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RENZI & UNIONI CIVILI/ Seguire Zapatero e Hollande non fa bene al Pd (e all'Italia)

Pubblicazione:sabato 4 gennaio 2014

(Infophoto) (Infophoto)

Il problema è quello delle scelte concrete, della tempestività con cui fare chiarezza nei nuovi arrivi per dirottarli verso le migliori soluzioni possibili per loro e per tutti noi: è un problema di casa e di lavoro, di assistenza socio-sanitaria e di risorse. Un problema che nasce nei Paesi di origine, transita per l’Italia e guarda a tutta l’Europa, e va oltre!

Il terzo tema proposto da Renzi, quello delle unioni civili, suscita invece qualche perplessità in più per due ragioni fondamentali. La prima ha un carattere paradossale: le coppie di fatto guardano al sistema dei diritti – talvolta, ma solo talvolta! – anche a quello dei doveri di reciprocità, avendo come modello la famiglia. Proprio quella famiglia di cui parla la nostra Costituzione e che da molte legislature è davvero la cenerentola di tutti, ma proprio di tutti i disegni di legge. L’attuale finanziaria ne trascura i più elementari diritti, scarica su di lei una pressione fiscale che minaccia di schiacciarla, non riconosce in nessun modo il valore e la generosità delle famiglie numerose, se non al momento di calcolare la Tarsu, ignora la fatica usurante di cui si fanno carico le madri con figli disabili o con anziani a carico; mortifica il lavoro professionale femminile, penalizzandone l’indispensabile integrazione con il lavoro familiare; elabora delle tabelle Isee che sembrano pensate apposta per accentuare il disagio familiare.

E infine, proprio in questa legislatura non si è voluto né un ministro, né un sottosegretario con la delega alla famiglia, lasciandone la responsabilità interamente sulle spalle del capo del Governo, le cui fatiche sono sotto gli occhi di tutti, a cominciare da quella di governare le cosiddette larghe intese. Il vero paradosso sta nel fatto che molte famiglie, regolarmente sposate, con almeno un paio di figli a carico, compresse da una molteplicità di impegni di lavoro, ma anche di cura e di assistenza, vivono la condizione delle coppie di fatto come una condizione di privilegio nel momento in cui debbono iscrivere i figli al nido o alla scuola materna; quando debbono pagare le relative rette e perfino quando concorrono per avere un alloggio. Tutti, ma proprio tutti passano avanti a loro!

Per non parlare della fatica infinita che debbono affrontare  se e quando vogliono adottare un figlio: l’attuale vicenda del Congo mostra quanto sia vecchia e superata la nostra legge sull’adozione e come esiga una veloce revisione sul piano interno e sul piano degli accordi internazionali. Nulla di ciò che riguarda la famiglia riesce a “bucare” lo schermo, a trovare attenzione dei media, a fare notizia in modo concreto ed efficace. 


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COMMENTI
04/01/2014 - Articolo condivisibile però.... (Carlo Cerofolini)

Articolo condivisibile, però chi non è d’accordo con le posizioni “moderniste”, populiste, volutamente dirompenti e destinate soprattutto a fare ammuina, oltre che danni, di Renzi – oltre a proporre valide alternative e dove è necessario dei no secchi – se siede in Parlamento dovrà fin da ora annunciare che negherà la fiducia, senza se e senza ma, a questo governo, nel caso dovesse passare la linea del nuovo segretario Pd su unioni omoaffettive, ius soli & C, altrimenti, se non si è testimoni, non si è credibili.

 
04/01/2014 - Brava on. Binetti !!! (Luigi PATRINI)

Brava Paola!!! Hai fatto bene a mettere in luce una contraddizione insanabile della nostra classe politica, forse la più grave e la più gravida di conseguenze negative per la politica nazionale! (L'altra - non meno grave - è quella che porta troppi politici ad affermare la libertà di educazione e a fare poi una politica che sta portando tutte le "scuole libere" a fare una fatica immane per sopravvivere). "La famiglia va aiutata": lo dicono con poca credibilità FI e il NCD (anche quando erano insieme lo dicevano, ma hanno fatto poco o nulla! Come credere loro quando oggi lo continuano a ripetere?), lo dicono quelli del PD, ma poi mettono come priorità le coppie di fatto - quelle cioè che non si assumono alcuna responsabilità davanti alla comunità civile, perché vogliono un legame privatisticamente inteso. Delle altre opposizioni non vale neppure la pena parlare! Ma i cattolici in politica dove sono? Sarei il primo a dispiacermi che una legge divina venisse difesa con una legge umana; ma da "laici" veri tutti possiamo capire che una legge che è "di natura", va difesa anche dalla legge degli uomini, perchè giova al bene di tutti, credenti o meno che siano. Perciò dico con convinzione: i cattolici si sentano tutti - di destra, di sinistra e di centro - responsabili primi della tutela della legge naturale!