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Politica

RENZI & UNIONI CIVILI/ Seguire Zapatero e Hollande non fa bene al Pd (e all'Italia)

PAOLA BINETTI parla dei tre pilastri dell'agenda di Renzi: legge elettorale, revisione delle Bossi-Fini e unioni civili. Le priorità, forse, erano altre. Ma ben venga la voglia di fare

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L’energia vitale con cui Renzi sta marcando il ritmo della vita politica non è frutto solo di baldanza giovanile: dopo tutto non ha nemmeno 40 anni! In realtà risponde più profondamente a ciò che il Paese da tempo chiede alla classe politica italiana. Un no secco a quel politichese che sembra imprigionare il Paese in una morsa che non consente di attuare nessuna riforma, grande o piccola che sia. La gente, e non solo il popolo dei forconi. Dice basta a tatticismi e bizantinismi, che parlano di problemi senza mai accingersi a risolverlo. C’è sempre una proposta migliore o una difficoltà imprevista, un cavillo di cui non è tenuto conto, un vincolo insormontabile, che vanifica gli sforzi fatti da una maggioranza silenziosa e trasversale che in Parlamento vuole far fronte sul serio alle responsabilità che si è assunta con la sua elezione.

Così Matteo Renzi, il 2 gennaio del 2014, forte della responsabilità scaturita dalla vittoria schiacciante riportata sugli sfidanti del suo stesso partito,  ha proposto un patto all’intera classe politica italiana e per riflesso a tutto il Paese. Tre priorità secche: legge elettorale, revisione della Bossi-Fini, unioni civili.

Non sono le priorità che io avrei scelto, dal momento che ritengo che lotta alla disoccupazione, promozione della scuola e un welfare di nuove e più concrete opportunità avrebbero intercettato meglio i bisogni reali del Paese in questa fase ancora così critica. Però riconosco che tutto è da preferire all’immobilismo in cui troppo spesso la politica si avvita su se stessa, rispondendo a logiche diverse da quelle percepite dalle persone. E quindi vale la pena soffermarsi sulle tre sfide lanciate da Matteo Renzi.

Legge elettorale: la scelta è decisamente a favore di un sistema maggioritario, con una opzione forte per la governabilità del Paese e la prospettiva di un’alternanza che non mandi in frantumi la formazione delle coalizioni principali: il ritorno ad un mattarellum modificato, un sistema spagnolo secco o un doppio turno come per i sindaci. Renzi non esprime preferenze per l’una o l’altra alternativa, ma non lascia neppure dubbi sul fatto che vuole rafforzare un sistema bipolare, in cui il centro è solo un oggetto decorativo per battaglie di principio che poco o nulla possono incidere sulle scelte strategiche di chi governa.

Revisione della Bossi-Fini: anche qui ormai non sembra più possibile sottrarsi alle ripetute sollecitazioni che vengono dall’Europa e parlano di responsabilità istituzionali, che vengono dal Papa e parlano di pieno rispetto per la dignità umana, che vengono dal vasto arcipelago dell’associazionismo, soprattutto quello cattolico, e ricordano il valore dell’accoglienza umanitaria, come segno e simbolo di un Paese.


COMMENTI
04/01/2014 - Articolo condivisibile però.... (Carlo Cerofolini)

Articolo condivisibile, però chi non è d’accordo con le posizioni “moderniste”, populiste, volutamente dirompenti e destinate soprattutto a fare ammuina, oltre che danni, di Renzi – oltre a proporre valide alternative e dove è necessario dei no secchi – se siede in Parlamento dovrà fin da ora annunciare che negherà la fiducia, senza se e senza ma, a questo governo, nel caso dovesse passare la linea del nuovo segretario Pd su unioni omoaffettive, ius soli & C, altrimenti, se non si è testimoni, non si è credibili.

 
04/01/2014 - Brava on. Binetti !!! (Luigi PATRINI)

Brava Paola!!! Hai fatto bene a mettere in luce una contraddizione insanabile della nostra classe politica, forse la più grave e la più gravida di conseguenze negative per la politica nazionale! (L'altra - non meno grave - è quella che porta troppi politici ad affermare la libertà di educazione e a fare poi una politica che sta portando tutte le "scuole libere" a fare una fatica immane per sopravvivere). "La famiglia va aiutata": lo dicono con poca credibilità FI e il NCD (anche quando erano insieme lo dicevano, ma hanno fatto poco o nulla! Come credere loro quando oggi lo continuano a ripetere?), lo dicono quelli del PD, ma poi mettono come priorità le coppie di fatto - quelle cioè che non si assumono alcuna responsabilità davanti alla comunità civile, perché vogliono un legame privatisticamente inteso. Delle altre opposizioni non vale neppure la pena parlare! Ma i cattolici in politica dove sono? Sarei il primo a dispiacermi che una legge divina venisse difesa con una legge umana; ma da "laici" veri tutti possiamo capire che una legge che è "di natura", va difesa anche dalla legge degli uomini, perchè giova al bene di tutti, credenti o meno che siano. Perciò dico con convinzione: i cattolici si sentano tutti - di destra, di sinistra e di centro - responsabili primi della tutela della legge naturale!