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Politica

LEGGE ELETTORALE/ 1. De Siervo: le tre proposte del Pd? Solo modelli astratti

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No, io credo – spero – che la Corte sia sufficientemente prudente da limitarsi a ciò che le è stato chiesto. Già è stata piuttosto coraggiosa (per usare un eufemismo). Non può intervenire al di là degli specifici punti che le vengono sottoposti.

 

Il dibattito continua: c’è chi spinge per presentare subito la legge (prima delle motivazioni) e chi invece dice che bisogna aspettare…

Siamo alle solite. Che vadano avanti nel cercare un accordo, che mi sembra, nonostante le dichiarazioni di facciata, ancora lontano. Le stesse tre proposte opportunamente presentate da Renzi sono poco più che dei titoli e dei modelli astratti.

 

Siamo indietro?

I sistemi elettorali sono complessi e si reggono su molti particolari ed elementi che finora non sono ancora usciti fuori. Le forze politiche, invece di nascondersi dietro le ipotesi e gli eventuali orientamenti della  Corte, dovrebbero iniziare a sciogliere un po’ di nodi…

 

Per esempio?

Una delle questioni fondamentali – che rende ancora lontana la legge elettorale – è decidere se questa legge riguarderà il Parlamento così come è adesso, o un Parlamento radicalmente diverso. È un punto imprescindibile.

 

Si parla infatti dell’“abolizione” del Senato… 

Esatto: sarà un Parlamento senza Senato elettivo e con una forte riduzione del numero dei deputati? Queste due condizioni – il “Senato delle Regioni” e la diminuzione del corpo dei deputati – esigono riforme costituzionali.

 

Ecco dunque le riforme della Costituzione…

Ripeto, cosa ne pensano le forze politiche di questo punto preliminare? È inutile discutere del sistema elettorale se non si sa a cosa applicarlo: a una Camera o a due? E ancora: a una Camera di 630 deputati o di 450? La situazione cambia radicalmente. E c’è dell’altro…

 

Cosa?

Cambiano, soprattutto, i tempi. Per modificare il numero dei deputati e per cambiare il Senato ci vuole una, forse due riforme costituzionali. E ci vuole dunque, come minimo, otto-nove mesi. È allora fondamentale che le forze politiche, invece di rimanere in surplace, incominciassero a dire: ne discutiamo e lo facciamo basandoci su un’unica Camera, su una Camera con meno deputati oppure sul Parlamento così come è adesso.

 

Prima ha anticipato le proposte di Matteo Renzi. Entrando appunto nel merito (Modello spagnolo, Legge Mattarella e Sindaco d’Italia) quali potrebbero essere le falle costituzionali?

Bisognerebbe vedere prima i progetti reali che corrispondono a queste formule linguistiche. Così come sono dicono troppo poco. Faccio un esempio.

 

Prego.