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SCENARIO/ Renzi contro tutti, Letta ringrazia

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Enrico Letta (Infophoto)  Enrico Letta (Infophoto)

Due contendenti e un terzo incomodo, che potrebbe essere arbitro della contesa, oppure, alla fine, rimanerne vittima. La sfida è lanciata da entrambe le parti, e nessuno dei due può permettersi passi indietro, Matteo Renzi contro Angelino Alfano, con Enrico Letta nel ruolo - per ora - di preoccupato osservatore. 

A dare fuoco alle polveri è stato il neosegretario del Partito democratico, che vuole marcare con forza la propria salita sul proscenio della politica nazionale. Vuole cambiare la musica, tanto sui tempi, quanto sui contenuti, anche perché sa di avere suscitato tali e tante aspettative, che i suoi elettori non gli perdonerebbero l'inattività. Non accetterebbero l'impaludarsi nella vecchia politica romana.

Quanto a terreni per saggiare le proprie forze Renzi non aveva che l'imbarazzo della scelta. È caduta su alcuni temi su cui il confronto è incagliato da tempo, in primis unioni civili e immigrazione clandestina. Peccato che quegli stessi temi siamo nervi scoperti per il Nuovo centro destra di Alfano e dei suoi. Non che sulla legge elettorale o sull'economia i toni siano stati più concilianti, perché al vicepremier è stato ingiunto, senza troppi giri di parole, di adeguarsi, pena l'essere marginalizzato e costretto a vedere approvate le proposte con i voti di chi ci sta, che stia nella maggioranza, oppure no, poco importa.

Bisognerà vedere se i proclami fatti fra Capodanno e la Befana, quando le Camere sono ancora chiuse per gli ultimi giorni di festa, verranno confermati alla riapertura del Parlamento. Di sicuro il mare della politica di inizio anno appare piuttosto agitato, se osservato dal piano nobile di Palazzo Chigi. Per Letta c'è da preoccuparsi, perché l'impazienza del sindaco di Firenze può diventare davvero letale per il suo governo, e con i suoi collaboratori il premier sta cercando di capire quale siano le reali intenzioni di Renzi. Il timore, nemmeno troppo velato, è che il segretario democratico intenda utilizzare Alfano contro di lui. Far saltare i nervi al vicepremier per ottenere la caduta del governo senza sporcarsi troppo le mani.

Ufficialmente questo scenario viene smentito da tutti, eppure si tratta di smentite che non convincono sino in fondo. Letta avrebbe volentieri evitato le dimissioni di Stefano Fassina, perché rendono pericolosamente vicina la possibilità che si arrivi a un rimpasto. Rito da prima Repubblica, certo, ma tutt'altro che scomparso nella seconda. E il rischio è che, scoperchiato il vaso di Pandora del riassetto della compagine di governo, non si riesca più a richiuderlo. 



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COMMENTI
06/01/2014 - Ne vedremo delle belle! (Luigi PATRINI)

Personalmente condivido l'analisi fatta e scommetterei che ne vedremo proprio delle belle, prima e dopo le "Europee" di maggio: scommettiamo che quest'autunno il PD, FI e il NCD imploderanno e si frammenteranno ulteriormente?