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LEGGE ELETTORALE/ Il giurista: il "Renzellum"? Come la legge delle elezioni fasciste...

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Schede Elettorali (Foto: Infophoto)  Schede Elettorali (Foto: Infophoto)

Ecco, mi sembra una proposta estremamente insidiosa in quanto si tratta di un bonus che consentirebbe a una forza che ha avuto solo il 26% dei voti di poter ottenere il 51% dei seggi. Il 26% era la soglia prevista per il premio di maggioranza dalla Legge Acerbo, la legge delle elezioni fasciste. Mi spiace doverlo dire, ma la sua proposta ci riporterebbe a questo modello. Il 25% è un premio eccessivo…

E il sindaco d’Italia invece?

È l’ipotesi di avere una sorta di primo ministro eletto direttamente (alla “israeliana”) dal corpo elettorale, al quale poi forzatamente gli si dà una maggioranza, anche di un solo deputato o senatore. In sostanza, si costruisce artificialmente la maggioranza parlamentare sull’elezione del vincitore. Insomma, anche il sistema del sindaco d’Italia potrebbe comportare una forzatura enorme del principio democratico.

Quindi, in poche parole, nessuno di queste proposte sarebbe effettivamente funzionante?

Guardi, la legge elettorale perfetta non esiste. Proprio per questo motivo si cerca di ibridare le diverse forme nella maniera più adatta per aderire all'indole del corpo elettorale. Quello che è certo è che non si può chiedere alla legge elettorale di risolvere i problemi che la politica non è capace di affrontare…

Che fare dunque?

O il sistema dei partiti si riordina esprimendo dei punti politici chiari sui quali cittadini possano esprimere e decidere – cosa che potrebbe dare vita a determinate maggioranze istituzionale omogenee – oppure non è certo giocando con i sistemi elettorali che si ottiene la governabilità.

Il suo sistema elettorale ideale per l’Italia qual è?

Nel nostro caso ritengo che, nonostante ci sia un marcato orientamento di trionfante bipolarismo (da parte di Renzi, Berlusconi e in parte anche di Grillo), noi non siamo in una fase politica bipolare. Motivo per cui una legge che forzatamente opti per un assetto istituzionale bipolare in un sistema caratterizzato dal multipartitismo corre il rischio di dare un prodotto pasticciato in termini di rappresentanza e, soprattutto, di governabilità.

Come lei ha detto, in molti – quasi tutti – dicono che è necessario salvaguardare il bipolarismo. Ma la legge più rispettosa della costituzione può essere effettivamente maggioritaria e bipolare?



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COMMENTI
08/01/2014 - Il bipolarismo non regge in Italia (Luigi PATRINI)

Il bipolarismo non regge in Italia, perché la realtà politica è più complessa di quella dei Paesi anglosassoni. Occorre tornare al "proporzionale" con il correttivo di una soglia di sbarramento, secondo il modello tedesco: una soglia al 4-5% favorirebbe l'aggregarsi di forze diverse ma omogenee e consentirebbe il formarsi di coalizioni più stabili. Il bipolarismo applicato nel ventennio che volge al termine ha creato solo masse di tifosi ed ha alimentato la conflittualità anziché la ricerca del bene comune. Proprio da questa considerazione trae risalto la necessità che i cattolici (che più di ogni altro gruppo culturalmente identificabile hanno motivi profondi per ricercare una unità vera e reale - non semplicemente di facciata - tra loro!!!) sentano la necessità di essere uniti, non tanto in un partito quanto sui valori essenziali (si veda la Nota dottrinale del Card. Ratzinger del 2002!). Chissà se i cattolici lo capiranno o dovranno sbattere ancora la testa contro il muro per rendersene conto!?!?