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Politica

LEGGE ELETTORALE/ Il giurista: il "Renzellum"? Come la legge delle elezioni fasciste...

Schede Elettorali (Foto: Infophoto)Schede Elettorali (Foto: Infophoto)

Nella Costituzione non c’è un modello di legge elettorale preferito rispetto ad un altro. Si dice che il sistema elettorale era stato pensato con un occhio di riguardo al meccanismo proporzionale, ma questo, in realtà, non è del tutto vero. Quel che è certo è che il sistema elettorale non può essere avulso dal sistema politico. E ripeto: attualmente siamo in un panorama tripolare, se non addirittura quadripolare (se consideriamo le forze di centro, Monti, Mauro e Casini). Quindi fare oggi una legge bipolare significa, di fatto, fare un bel pasticcio.

Secondo lei per fare, nel caso, di una legge maggioritaria, non è quindi necessario modificare prima la Carta?

No. Per fare una legge maggioritaria non è strettamente necessario riformare la Costituzione. La legge elettorale fa riferimento all’elezione delle camere. Un conto è occuparsi di questa problematica, altro discorso stabilire se abbiamo bisogno di una Camera o due, oppure se vogliamo ridurre i parlamentari (che sono discorsi costituzionali). Le legge elettorale ha una sua autonomia rispetto alla riforme della Carta, anche se non è avulsa da questa. 

Grillo continua a considerare abusivo il Parlamento, essendo stato eletto con una legge che, come ben sappiamo, è stata considerata incostituzionale nei suoi due punti chiave…

Bisogna prima aspettare le motivazioni e leggere. Però certo, il Parlamento (e la quota facente parte del premio incriminato), nel momento stesso in cui il premio di maggioranza è stato considerato incostituzionale, soffre di una crisi di legittimità. La cosa paradossale è che la Consulta dice che questo stesso parlamento “illegittimo” può approvare la nuova legge. Insomma, si è creata una situazione per certi aspetti bloccata. E' per questo che c’è bisogno di un accordo senza riserve di tutte le forze politiche – Renzi, Berlusconi e Grillo in testa – per uscire da questo impasse e colmare il profilo di illegittimità del Parlamento. Se Renzi dovesse fare approvare la nuova legge elettorale solo dalla maggioranza di governo (PD, NCD, SC), senza l'apporto di FI e del M5S, avrei  qualche perplessità….

(Fabio Franchini)

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COMMENTI
08/01/2014 - Il bipolarismo non regge in Italia (Luigi PATRINI)

Il bipolarismo non regge in Italia, perché la realtà politica è più complessa di quella dei Paesi anglosassoni. Occorre tornare al "proporzionale" con il correttivo di una soglia di sbarramento, secondo il modello tedesco: una soglia al 4-5% favorirebbe l'aggregarsi di forze diverse ma omogenee e consentirebbe il formarsi di coalizioni più stabili. Il bipolarismo applicato nel ventennio che volge al termine ha creato solo masse di tifosi ed ha alimentato la conflittualità anziché la ricerca del bene comune. Proprio da questa considerazione trae risalto la necessità che i cattolici (che più di ogni altro gruppo culturalmente identificabile hanno motivi profondi per ricercare una unità vera e reale - non semplicemente di facciata - tra loro!!!) sentano la necessità di essere uniti, non tanto in un partito quanto sui valori essenziali (si veda la Nota dottrinale del Card. Ratzinger del 2002!). Chissà se i cattolici lo capiranno o dovranno sbattere ancora la testa contro il muro per rendersene conto!?!?