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Politica

M5S/ Di Battista: Berlusconi vuole incontrarmi, ma io ho detto no

Silvio Berlusconi vorrebbe incontrarlo, ma lui ha prontamente rifiutato. Alessandro Di Battista, deputato del Movimento 5 Stelle, ha raccontato su Facebook cosa gli è accaduto

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Silvio Berlusconi vorrebbe incontrarlo, ma lui ha prontamente rifiutato. Alessandro Di Battista, deputato del Movimento 5 Stelle, ha raccontato in un lungo post su Facebook che nell’ultimo mese alcuni deputati di Forza Italia lo hanno contattato: "Al presidente piacerebbe incontrarti", "Lui stima alcuni di voi, tra questi ci sei tu", sono alcune dei messaggi ricevuti, ma anche "I comunisti sono ancora ovunque, dobbiamo sconfiggerli". Di Battista ha però risposto a tono, riportando fedelmente le sue e-mail ed sms: "Ringrazia l’ex-senatore per la stima ma digli che, dopo aver espletato al meglio i servizi sociali, può godersi i nipoti". E ancora: "Sei matta! A Palazzo Grazioli? A parte che non ho nulla da dire all’ex-senatore e poi pensa se mi scattassero una foto? Si parla in Parlamento (chiaramente non con i condannati, quelli li convoca solo il Quirinale), non nei palazzi", ha scritto il parlamentare grillino. A quest'ultima affermazione, in particolare, gli è arrivata una controreplica: "Noi siamo capaci di farti entrare a Palazzo Grazioli senza che nessuno se ne accorga". "Come no? – ha risposto lui – come con quel bischero di Renzi, l’avete invitato ad Arcore, la faina ha anche accettato e voi gli avete fatto trovare i fotografi fuori". Ma perché Di Battista racconta tutto questo? "Per la trasparenza ovviamente, ma perché occorre, una volta per tutte, capire cos’è il Movimento 5 Stelle. Noi non prendiamo per il c... i cittadini, non rispondiamo alla fuffa propagandistica con ulteriore fuffa propagandistica, non parliamo di accordi, inciuci, leggi elettorali né a Palazzo Grazioli né a Palazzo Vecchio". I cittadini onesti, conclude il deputato M5S, "sanno di cosa sto parlando. Con certa gente non dobbiamo avere nulla a che fare, saremo solo complici della loro fuffa. E chissenefrega se dovremo stare mesi (come sulla balla della fiducia al governo Bersani) a spiegare le nostre ragioni".

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