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LEGGE ELETTORALE/ Ceccanti: Renzi, la spagnola conviene solo a Berlusconi

Per STEFANO CECCANTI, l’accordo tra Renzi e Berlusconi sul modello spagnolo spazzerà via il Nuovo Centro Destra. L’attendismo di Alfano sta lasciando a Forza Italia un ruolo da protagonista

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

“L’accordo tra Renzi e Berlusconi sul modello spagnolo spazzerà via il Nuovo Centro Destra. L’attendismo di Alfano sta lasciando a Forza Italia un ruolo da protagonista, mentre se il vicepremier prendesse posizione per uno degli altri due sistemi elettorali renderebbe possibile un patto condiviso all’interno della maggioranza”. Ne è convinto il professor Stefano Ceccanti, costituzionalista ed ex senatore del Pd, a proposito del dibattito in corso sulla legge elettorale. L’ex segretario del Pd, Matteo Renzi, ha proposto tre modelli: il sistema spagnolo, il Mattarellum rivisitato e il doppio turno dei sindaci. Berlusconi non si è espresso ancora ufficialmente, ma propenderebbe per la prima opzione.

Professor Ceccanti, perché Forza Italia preferisce una legge elettorale sul modello spagnolo?

Il modello spagnolo assegna soltanto tra i quattro e i sei seggi per ogni circoscrizione, ciascuna delle quali è separata dalle altre come tante monadi, e quindi non c’è nessun recupero dei voti restanti. Ciò fa sì che ci sia una sorta di sbarramento naturale per tutti i partiti al di sotto del 10%, e questo implica il fatto di puntellare in modo molto significativo i grandi partiti nazionali. Entrerebbero così in Parlamento solo i primi tre partiti, Forza Italia, il Pd e il Movimento 5 Stelle, mentre quelli medio-piccoli ne rimarrebbero esclusi. Da parte di Berlusconi è ragionevole il fatto di sostenere questo sistema, che invece indebolisce fortemente Alfano. Al di là degli interessi di Forza Italia, l’idea di applicare al nostro Paese il sistema elettorale spagnolo presenta dei notevoli problemi.

Quali?

Se, come avviene in Spagna, ci sono solo due partiti nazionali forti, questo modello elettorale rafforza soprattutto quello che prende più voti. Se però, come avviene in Italia, i partiti nazionali forti sono tre, è difficile che con questo tipo di sistema ci possa essere un vincitore. Per risolvere questo problema Renzi ha proposto di correggere il modello spagnolo con un premio di maggioranza del 15% per la prima lista. E’ presumibile però che alle prossime elezioni la prima forza sia poco sopra al 30% e le altre due poco sotto al 30%. Il primo partito otterrebbe dunque solo il 45% dei seggi, che non sarebbe sufficiente per governare da solo.

L’obiettivo di Renzi e Berlusconi è togliere di mezzo il Nuovo Centro Destra per poi accordarsi tra loro?