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CAOS JOBS ACT/ Boccia (Pd): il piano Renzi è senza coperture

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Io mi sono sempre sentito in maggioranza perché Renzi l’ho votato, anche se non sono sempre d’accordo con le cose che fa. Il Pd è rimasto l’unico partito in Italia, gli altri sono comitati elettorali, e noi dobbiamo batterci per evitare che il Pd si trasformi in un comitato elettorale. Bisogna abituarsi a dibattiti su alcuni temi che portino le persone a dire che non c’è un pensiero omologato. Renzi avrà sempre tra il 70 e l’80%, perché sono i numeri che sono venuti fuori al congresso. La mia sorpresa riguarda piuttosto il fatto che un dibattito molto serio sui contenuti non abbia prodotto un risultato altrettanto soddisfacente. Ciò di cui abbiamo bisogno è di più umiltà e rispetto.

 

Che cosa accadrà in Parlamento? Lei voterà contro la riforma?

Chi non è d’accordo, dovrà provare a valorizzare le proprie tesi e contributi fino all’ultimo momento. Mi auguro che chi ha il timone in mano provi a migliorare la proposta che dopo vedrà la luce. Se mio malgrado non sarà così mi adeguerò alla maggioranza del Pd. Se si sta in un partito perché si crede in una comunità politica e in un’idea di società, bisogna starci anche quando si è in minoranza su un’idea e su un progetto. Su questo io sono finito in minoranza, continuo a pensare di avere ragione, ma se la maggioranza del partito non la pensa come me mi adeguo.

 

Lei prima ha detto che servono più umiltà e rispetto. Eppure il documento finale, che lei non condivide, è proprio il frutto di un tentativo di mediazione politica per accontentare la minoranza …

E’ sempre così quando si discute dei documenti politici. Un tentativo è stato fatto, ma l’umiltà ci vuole anche dopo la discussione in direzione. Lunedì il segretario Renzi ha provato a fare alcune aperture, ma il tema centrale della delega Poletti a saldo zero non è stata affrontata. Spero di essere smentito con la legge di stabilità tra 15 giorni, ma temo che non sarà così.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
01/10/2014 - Idee (luisella martin)

Nell'anno 33 dopo Cristo a Gerusalemme erano in maggioranza favorevoli al mantenimento dello status quo, forse più del 70 0 80 per cento. La minoranza aspettava un messia capace di liberarli dal dominio dell'Impero Romano ed aveva in proposito idee diverse a riguardo. Scrivo questo perché sono le idee forti, nuove, positive a cambiare il mondo, ma queste idee non sono mai "omologhe", anzi. Non credo che sia la mancanza di un pensiero omologato ad indebolire il PD, nè l'umiltà o la mancanza di rispetto; temo che manchi un ideale a cui tendere, a cui riferirsi nel fare politica! Un ideale forte potrebbe essere una lotta senza quartiere alla povertà materiale e spirituale di molti in Italia e nel mondo; ci sono però altri ideali, credo, che i politici italiani hanno messo da parte, come utopie irrealizzabili. A Renzi manca un'idea vera, un ideale che giustifica il suo impegno, rendendolo serio. Secondo me alle riforme che il Pd vorrebbe fare non manca la copertura finanziaria, ma la passione che è amore vero, non un espediente intelligente e contingente per tirare avanti.