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CAOS JOBS ACT/ Boccia (Pd): il piano Renzi è senza coperture

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Un documento in quattro punti approvato con 130 voti favorevoli, 20 contrari e 11 astenuti. E’ il testo programmatico sulla riforma del lavoro che lunedì ha ottenuto l’ok della direzione del Partito Democratico. Al primo punto c’è la modifica dell’articolo 18, con la sostituzione dell’indennità al posto dell’obbligo di reintegro in caso di licenziamenti di carattere economico. Il documento prevede inoltre l’impegno a estendere gli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori precari. Il terzo punto è la sostituzione dei contratti di lavoro precari con il contratto a tutele crescenti. Infine la riforma dei servizi per l’impiego. Tra i contrari al documento approvato dalla direzione del partito c’è Francesco Boccia, deputato del Pd che pure alle primarie aveva votato per Renzi.

 

Ci sono le coperture per estendere gli ammortizzatori sociali anche ai precari?

Penso che non ci sia un solo italiano contrario all’estensione dei diritti universali a tutti, precari inclusi. La critica che ho fatto in direzione è di sostanza ed è legata alle caratteristiche della delega, che in questo momento è in discussione al Senato e che è a saldo zero. Basta leggere le coperture della delega per rendersi conto che prima è necessario approvare i decreti che generano entrate, e poi quelli che determinano nuove uscite connesse alle coperture per i nuovi ammortizzatori sociali.

 

Che cosa prevede la delega Poletti su questo tema?

La delega Poletti in questo momento non consente di avere un euro in più rispetto alle risorse che normalmente sono utilizzate per quel pezzo di welfare. Per questo avevo chiesto di aprire ieri una discussione sulla legge di stabilità, per capire quante risorse possiamo reperire per finanziare le varie riforme, a partire da quella del mercato del lavoro. Quindi in un secondo momento probabilmente avremmo avuto anche la necessità di ritoccare le stesse deleghe. Come è noto non sono stato ascoltato, e ho messo agli atti questa mia proposta di merito e di metodo.

 

Che cosa accadrà con l’abolizione delle collaborazioni a progetto?

Siamo tutti d’accordo sul fatto che il mondo ideale non preveda nessuna forma di precarietà. Se ci fossero 30 miliardi, potremmo vivere in un Paese nel quale sia possibile dare un sostegno a tutti i lavoratori italiani in esubero, ma purtroppo questa somma non c’è. Dal momento che non c’è, se si modifica l’assetto attuale bisogna sapere dove si va. Sono d’accordo sulla cancellazione della precarietà, e mi auguro che questo porti a un’assunzione a tempo determinato dei lavoratori e non all’arruolamento in nero. Comunque non è una riforma che condivido e cercherò di fare cambiare idea fino all’ultimo momento al mio partito. Ma accetto le regole democratiche e il fatto che c’è una maggioranza che ha deciso che questa è la migliore riforma possibile.

 

Dove va il Pd dopo questa sconfitta della minoranza interna?



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COMMENTI
01/10/2014 - Idee (luisella martin)

Nell'anno 33 dopo Cristo a Gerusalemme erano in maggioranza favorevoli al mantenimento dello status quo, forse più del 70 0 80 per cento. La minoranza aspettava un messia capace di liberarli dal dominio dell'Impero Romano ed aveva in proposito idee diverse a riguardo. Scrivo questo perché sono le idee forti, nuove, positive a cambiare il mondo, ma queste idee non sono mai "omologhe", anzi. Non credo che sia la mancanza di un pensiero omologato ad indebolire il PD, nè l'umiltà o la mancanza di rispetto; temo che manchi un ideale a cui tendere, a cui riferirsi nel fare politica! Un ideale forte potrebbe essere una lotta senza quartiere alla povertà materiale e spirituale di molti in Italia e nel mondo; ci sono però altri ideali, credo, che i politici italiani hanno messo da parte, come utopie irrealizzabili. A Renzi manca un'idea vera, un ideale che giustifica il suo impegno, rendendolo serio. Secondo me alle riforme che il Pd vorrebbe fare non manca la copertura finanziaria, ma la passione che è amore vero, non un espediente intelligente e contingente per tirare avanti.